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Carta Aurifera di Pipino

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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La Carta Aurifera di Pipino

 

Si tratta di una pregevole mappa delle Alluvioni Aurifere della Val Padana che riporta sia i principali corsi d'acqua interessati, sia l'ubicazione dei Giacimenti Auriferi Primari; questi ultimi anche in alcune delle loro secondarie, ma interessanti manifestazioni minori.

LA CARTA AURIFERA DI PIPINO.

 

1. Val Gorzente 14. Villar Pellice  27. Val d'Ayas 40. Gondo 53. Valgoglio
2. Voltaggio 15. Massello e Prali 28. Brusson 41. Aurano 54. Ardesio
3. Valle Stura 16. Pragelato 29.Vico, Traversella & Tavagnasco 42. Alpe Formazzolo 55. Presolana
4. Toleto e Morbello 17. Giaveno 30. Andrate e Borgofranco 43. Stresa, Baveno 56. Pisogne
5. Valle Erro 18. Oulx

31. Argentera e Montà

44. Aurano 57. Bovegno e Pezzaze
6. Priola  19. Foresto,  Bussoleno 32. Alagna e Pisse 45. Craveggia 58. Barghe e Provaglio
7. Monasterolo  20. Mocchie 33. Fobello 46. Val Cuvia 59. Monterenzio
8. Peveragno 21. Valle Locana 34. Val Segnara 47. Malcantone 60. Pavullo
9. Limone 22. Sparone 35. (?) 48. Piuro 61. Montefiorino e Frassinoro
10. Roaschia 23. Val Soana 36. Valbianca 49. Campovico e Mantello 62. Ligonchio
11. Vinadio 24. Monte Bianco 37. Valle Antrona 50. Val Malenco 63. Rigollo
12. Bellino 25. Saint Marcel 38. Val Toppa 51. Val Didendro 64. Ferriere
13. Crissolo 26. Champorcher 39. Vogogna 52. Valsassina 65. Rovegno

 

Si ricorda che per Giacimenti Auriferi Primari ( ) s'intende l'ubicazione dell'Oro nel suo esatto luogo di formazione originaria, cioè sulle montagne e solitamente all'interno di filoni quarzosi. Si fa inoltre presente che questo tipo di giacitura si divide a sua volta  sia nei Giacimenti ad Oro Nativo, sicuramente utili questi alla ricerca amatoriale perché offrono la possibilità di trovare Oro ben visibile ed incastonato nel Quarzo, sia nelle mineralizzazioni costituite da Solfuri Auriferi: in questo secondo caso l'oro è però presente solo in forma decisamente minutissima all'interno di altri minerali ed il suo sfruttamento ha esclusivi interessi in scala industriale. Sulla Carta del dott. Pipino vengono anche riportati (O) alcuni altri giacimenti primari d'importanza meno rilevante, ma che si distinguono comunque nell'ambito delle "presenze aurifere" meno significative.

I Giacimenti Secondari o Alluvioni aurifere (la punteggiatura sulla carta ) sono invece costituiti dall'oro che in lontanissimi tempi e per motivi specifici si trasferì dalle zone dei "primari" distribuendosi molto più a valle, nei terreni e nei fiumi (vedine se vuoi le pagine descrittive). Per capirci, si parla in questo caso dell'Oro Alluvionale, quello cioè che si può cercare in molti corsi d'acqua del nord Italia con l'ausilio della classica "canaletta" e/o "padella" (termine tecnico Batea). 

       

Domanda: nella mappa di Pipino ci sono tre posti a me vicini che vengono considerati come "manifestazioni minori", cosa vuol dire?

Una risposta: Non conosco il termine manifestazione minore ma suppongo sia sinonimo di zona a bassa concentrazione.

Altra risposta (mia): Esatto, con "manifestazioni minori" in questo caso s'intendono località nel loro insieme "meno ricche", ma questo non significa che non abbiano oro e inoltre considera che, a livello collezionistico, quello trovato in posti appunto "non facilissimi" assume un valore senz'altro particolare. Per come comportarsi nei torrenti di montagna in generale, ho scritto qui qualche suggerimento.

 

 

 

 

   

 

Seguono alcune righe informative sull'Illustre collaboratore e autore della Carta Aurifera resa disponibile in questa scheda.

 
         
   

Il dottor Giuseppe Pipino, geologo, studioso, famoso esperto dei depositi auriferi italiani (vedine se vuoi la biografia per esteso), ha pubblicato molte relazioni al merito e, tra le sue numerose iniziative, è sicuramente di particolare rilievo l'aver fondato, nel 1987, a Predosa (prov. AL), per poi amministrarlo con pregevole professionalità, il Museo Storico dell'Oro Italiano. Oggigiorno questa struttura si trova a Predosa (AL), in via Lung'Orba n°1. A questo stesso indirizzo ha inoltre sede anche l'Associazione Storico Naturalistica Cercatori d'Oro della Val d'Orba, che è la più vecchia in Italia e fu costituita a Predosa nel 1986. A Pipino si deve inoltre l'idea e l'organizzazione d'introdurre, anche in Italia, le varie Gare amatoriali che a tutt'oggi periodicamente si svolgono in varie località settentrionali del nostro del Paese

   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

 

 

       

Qui sotto, a titolo di esempio, un reale vostro/mio dialogo e-mail sull'argomento:

DOMANDA. Buongiorno, il mio nome é Alex Insam e abito a Ortisei in Val Gardena. Con entusiasmo sto leggendo la Sua pagina Internet minieredoro.it. Devo dire che si trovano un sacco di informazioni utili, specialmente per uno come me, che non ha mai cercato oro. Mi piacerebbe veramente imparare il lavoro del "cerca-oro". Ho letto la Sua rubrica, "regione per regione" e purtroppo non ci sono riscontri che riguardano l´Alto Adige o le Dolomiti.

Nei miei paraggi non si trova oro per niente o solo in piccolissime dimensioni?

Inoltre, lavorando in una ditta che produce energia elettrica con acqua (centrali idoelettriche), e avendo installato nelle prese d´acqua delle centrali, dei dissabbiatori di dimensione abbastanza importanti mi veniva il dubbio, se si poteva adoperare i dissabbiatori per recuperare oro dal fiume?

MIA RISPOSTA. Boungiorno, purtroppo la zona da cui mi scrive non è interessata dal deposito di oro alluvionale: in ogni caso, per farsi un'idea della situazione italiana le basta dare un'occhiata alla Carta aurifera di Pipino considerando che la sua zona punteggiata indica presenza di questa tipologia di oro, mentre al di fuori della punteggiatura non ce n'è, e in quest'ultimo caso si è dunque costretti a rivolgersi a corsi d'acqua contenenti tracce di oro nativo rilasciate da filoni di quarzo auriferi posti più a monte del punto di ricerca prescelto (ammesso che esistano filoni auriferi in loco, e in Val Gardena o paraggi per il momento non me ne risultano, anche se ovviamente posso sbagliarmi).

Per quanto riguarda invece l'estrazione in acqua con macchinari professionali, si chiamano "draghe" e nel sito descrivo ad es. quella di Portanova, e le accenno qui anche un altro metodo all'asciutto, il quale consiste nell'inserire una specie di piccola "trappola" negli impianti delle cave con lo scopo di trattenere il materiale pesante trattato.

         
         

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