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Linajuolo Rovegno (Ge)

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

 

LIGURIA: MINIERE DEL MONTE LINAJUOLO, O LINAIOLO  (Cu, Au?)

di Andrea Mathis

QUESTA PAGINA E' UN POSTO ALTERNATIVO PER LA RICERCA DELL'ORO

 

NOTE IN GENERALE SUL POSTO.  Nella Val Trebbia, in provincia di Genova, si apprezza molto l’armonia di un paesaggio assai suggestivo ed oltre alla semplice ricerca di minerali sono possibili anche interessanti spunti di approfondimento su come si procedesse per l'estrazione e la lavorazione del metallo in epoche ormai passate.

La meta di questa nostra gita è Rovegno (foto qui a lato), un delizioso paesino in cui vive una comunità montana piuttosto ridotta durante i mesi invernali, ma assai più numerosa durante i periodi estivi di villeggiatura. Già importante crocevia per le comunicazioni tra Genova, Piacenza e Milano, Rovegno ha ricoperto in passato un ruolo molto importante nella storia   mineraria ligure,  sebbene oggi

  Foto 1 – panoramica sulla valle (foto Mathis).

  abbia seguito la triste sorte di

altre località minerarie della regione  ormai destinate all'oblio. Dal punto di vista storico è da segnalare il ritrovamento di un ascia neolitica rinvenuta nel circondario, di alcune testimonianze preistoriche connesse alla presenza di un presunto dolmen e di un’area sacrale presso le quali potrebbero aver avuto luogo riti antichissimi praticati dalle prime comunità ivi stanziate. Vi sono inoltre notizie relative ad un violento scontro tra Annibale ed i Romani proprio a Rovegno in un bosco denominato “Bosco di Annibale” proprio perché si ritiene che li sia avvenuta la battaglia (del resto la Liguria conserva numerosissime tracce di attività romana, ed è tutt’altro che raro imbattersi in ritrovamenti dell’epoca durante eventuali lavori di scavo.  

 

Ecco il resoconto della nostra gita del 14 Agosto 2008.

 

ACCESSO. Partiti da Genova est piuttosto tardi (10,00 del mattino) ed imboccata la SS45 siamo giunti a Rovegno verso le 11,00 – 11,20 (meglio non correre poiché i vari autovelox nascosti un po’ ovunque nella statale potrebbero rovinarvi la giornata). Poco prima di giungere al paese un grande cartellone riporta alcune attrazioni storico-naturalistiche del luogo, tra cui le antiche miniere.  

Giunti in paese, però, nessun altro cartello indica l’ubicazione dei siti di scavo ed anche le informazioni recuperate su internet non sono state di grande aiuto.  

Dopo aver chiesto informazioni ad alcuni abitanti ed aver più volte imboccato il sentiero sbagliato, ci sentivamo alquanto scoraggiati. La gente del luogo infatti sa dell’esistenza di gallerie ma sono assai rari coloro che sono a conoscenza del fatto che la ramificazione di queste miniere è estesissima e su più livelli e ancor più rari sono coloro in grado di condurre in loco con precisione. Così, dopo aver percorso alcuni chilometri tormentati dal caldo di agosto, siamo giunti presso un grande prato seguendo l’unico cartello recante la dicitura “dolmen”.

Sul posto non vi era alcuna testimonianza del monumento sacro, ma in compenso abbiamo incontrato Rosario e Franco i quali, con cortesia e pazienza ci hanno spiegato come raggiungere il dolmen non conoscendo l’esatta ubicazione delle miniere. Ma poiché il dolmen non rappresentava al momento il principale interesse della nostra gita, ci hanno proposto una suggestiva visita ad uno spettacolare deposito naturale di rocce conglomerate di diaspro ed altri minerali (foto sotto), meta di molti raccoglitori ed appassionati.

Poco più tardi è arrivato Alessandro, un residente, che per nostra fortuna conosceva a menadito ogni anfratto della vallata. Dimostrando una non comune partecipazione al nostro interesse, lui e tutti gli altri membri della comitiva che si era andata via via formando, ci hanno accompagnato attraverso il bosco denominato " del Giarin ", sino a 

La suggestiva pietraia in mezzo al bosco.

raggiungere quello che era il nostro primo obiettivo, ovvero la 

Galleria Sardegna, la cui descrizione è disponibile negli approfondimenti a lato pagina, insieme alle altre relazioni che ho preparato su quella giornata.

 

MINERALIZZAZIONE. Pare che la presenza di oro in queste gallerie, pur se non in grande quantità, contribuisse a coprire alcune spese di gestione e che il prezioso metallo venisse impiegato per coniare una famosa moneta genovese denominata genovino. Anche autori molto accreditati come Palenzona, Antofilli e Borgo nel loro “I nostri minerali” edito dalla Sagep riferiscono presenza di oro nelle lavorazioni minerarie del Linaiolo: a dover di cronaca (e per correttezza nei confronti di tutti) é giusto però segnalare anche che altri studiosi hanno invece opinioni discordanti sulle consistenze aurifere sopra menzionate. Al di la di questo, un' analoga promiscuità di metalli (rame, pirite, ecc.) non comprende invece l’oro nella giacitura di monte Ramazzo a Genova, pur essendo in presenza degli stessi tipi di roccia: qui venivano estratti rame e sali derivati (senza nominare una ventina di minerali diversi rinvenuti in loco).

P.s. presso il Museo Storico dell'Oro Italiano, tra le altre cose sono consultabili anche documentazioni originali, a partire dal 1600, riguardanti queste miniere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

La Galleria Sardegna
Galleria del Linajuolo
Galleria del francese

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