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Oro nativo nei torrentelli

 

 

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Quando si prova a cercar oro in qualche torrente delle Alpi, o comunque italiano, generalmente lo si fa essendo a conoscenza che a monte del punto scelto per la ricerca ci sia un giacimento aurifero primario, cioé una miniera. Qui infatti non si parla più di oro alluvionale, bensì di oro nativo perché eventuali ritrovamenti consisterebbero appunto in pagliuzze o pepitelle provenienti direttamente dai depositi di cui sopra. Da ciò se ne deduce che per trovare Oro nativo non sia in fin dei conti indispensabile recarsi all'interno di qualche sotterraneo, ma si possa ovviare a dette scomode avventure "al buio" orientando invece le proprie attenzioni ai vicini corsi d'acqua. Un importante esempio ci viene dato  dal torrente Messuere in Val d'Ayas (Val d'Aosta, oggigiorno purtroppo non più agibile in misura utile perché oltre ai suoi fianchi ne è stata per buona parte cementificata anche la pavimentazione) e da quelli della Val Gorzente, tutti auriferi. In questi distretti minerari ci sono infatti diverse località più che valide per la classica ricerca con Batea e Canaletta, visto che queste zone sono caratterizzate da riconosciuti giacimenti auriferi;  si tenga inoltre presente che questo discorso vale anche per tutte le zone italiane interessate dai giacimenti primari e che pure nelle miniere di pirite aurifera si sono quasi sempre riscontrate, seppur isolate, presenze di oro nativo.

LA RICERCA.  In questi rii il comportamento delle acque é bizzarro: noi ne vediamo il comportamento nella giornata in cui presenziamo, ma dobbiamo tener conto che durante il resto dell'anno, a seconda dell'umore o meglio dei probabili disgeli che avvengono periodicamente più a monte, tutto é diverso. Gli spazi cui interessarsi sono solitamente angusti ed un qualsiasi ribollìo o curva dell'acqua può formare o meno depositi di minerale pesante. Quasi sempre ci si "gioca tutto" nell'ambito di uno spazio brevissimo: bisogna fare alcune padellate circoscritte al punto che sembra razionalmente buono (tipo la breve striscia posta tra il "riposo" sottostante un masso nell'acqua e la corrente che invece al suo lato prosegue) , facendo molta attenzione anche alla profondità del prelievo, perchè, a proposito di quest'ultimo, ogni strato contiene una storia e situazione assolutamente sua propria. Concludendo, per cercar Oro nei torrenti di montagna occorre concentrarsi sulle seguenti argomentazioni: 1) Possibilità di giacimenti auriferi a monte del luogo di ricerca; si tratta questa di una condizione fondamentale perché costituisce la fonte di quel che noi cerchiamo più a valle. 2) Attività sostanzialmente differente dalla solita usata per i depositi alluvionali: qui uno strato superficiale può essere assolutamente diverso di quello posto una spanna più in basso o di mezzo metro a lato). 3) Orientarsi concettualmente a trovare chiazze, nei pressi di massi, che contengano molto materiale pesante.

ATTREZZATURA:  Si inizierà questa tipologia di ricerca con i tradizionali mezzi usati nei fiumi: anzi volendo si potrà continuare in questo modo, ma ben presto ci si accorgerà che un'attrezzatura più in sintonia col terreno di gioco renderà tutto più facile e funzionale. Ottimo un setaccio "a mano" rotondo e del diametro intorno ai trenta centimetri, in metallo,con maglia di circa un centimetro, bordatura esterna alta tre o quattro dita e le ovvie due maniglie. Un secchio leggermente più ampio del setaccio e colmo d'acqua (con occasionali semi-immersioni del setaccio si riuscirà a scioglierne meglio il contenuto) verrà posto sotto a quest'ultimo e raccoglierà il fino che si otterrà scuotendo detto setaccio. Il materiale sceso nel secchio verrà quindi passato nella canaletta che, in questo caso, risulterà senz'altro più pratica e facilmente collocabile se larga trenta centimetri al max, lunga circa sessanta e con gli scalini sensibilmente più profondi di quelli normalmente usati per la ricerca dell'oro alluvionale.  

 

Controllare sempre bene anche ciò che rimane nel setaccio perché un giorno o l'altro vi ci si potrebbe trovare una graditissima sorpresa...

 

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Approfondimenti di questa pagina

 

Lavare senza canaletta

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Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.