Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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E' un Sito sull'oro con centinaia di pagine utili alle vostre ricerche e dispone anche di Facebook per dialogare ecc. Per la Posta in generale: ho sostituito la mia precedente pagina Facebook (si può ancora consultarla, ma non più scriverci) con una nuova in formato Gruppo, la cui iscrizione è assolutamente gratis e dove potrete inserire domande o argomenti aggiungendo vostri "post", oppure rispondere e dialogare in quelli di altri già presenti.

Per la Posta particolare, invece, cioè dialoghi privati ed esclusivi con giornalisti, enti, collaboratori scrivetemi qui

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Leggi & normative

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Collaboratori e corrispondenti

   

Ho iniziato ad ampliare e riordinare (estate 2009) questa sezione sulle leggi con l'intento di riuscire ad offrire finalmente una panoramica  chiara e precisa su questo argomento fondamentale.

 

Sezione inizialmente avviata dal signor Giuliano Fois e successivamente ampliata ed approfondita con interventi  sia di altri collaboratori sia del sottoscritto (z.g.).

 

 

Piccola introduzione sull'Italia in generale. Per strano che possa sembrare, la legge che in Italia regolamenta sostanzialmente tutte le attività estrattive risale a quando c'era ancora il Re, perché risale al 1927 ed è tuttora in vigore con aggiornamenti apportategli nel 1999. Si tratta della legge "29 Luglio 1927 n° 1443" e leggendola se ne ricavano un paio di cose fondamentali, quale ad esempio il fatto che essendo tutti i beni del sottosuolo di proprietà governativa, a ben vedere non potremmo quindi estrarre minerali neanche da miniere preesistenti. Per contro, per nostra fortuna in detta legge non sono invece contemplate le sabbie aurifere e relativa pesca dell'oro, da cui ne deriva che sui fiumi si può andare tranquillamente a cercare oro, tenendo però presenti sia le norme regionali sia le regolamentazioni particolari che possono avere eventuali parchi territorialmente interessati. Le uniche due regioni che fanno eccezione a quanto detto risulterebbero attualmente il Piemonte (che comunque richiede solo una semplice iscrizione gratuita) e la Valle d'Aosta: qui a seguire troverete info su questi e altri particolarismi e a lato pagina ci sono i tasti per visualizzarne le normative in misura dettagliata, mentre il secondo "ritaglio" più in basso confermerebbe ulteriormente (uso il condizionale solo perché non posso contattare di persona tutti gli enti regionali, comunali ecc.) che in tutte le altre regioni italiane la ricerca sia appunto libera. 

 

Voglio qui precisare una cosa è cioè che con questa sezione dedicata alle leggi io non intendo minimamente "scoraggiare" il cercatore: ho anzi diversi amici che agiscono tranquillamente in ogni dove fregandosene bellamente di divieti e normative. Queste pagine intendono solo informare sulla situazione legale e su quanto (o poco) si rischi al merito, di modo che ognuno possa poi regolarsi come meglio crede.   

 

 Piemonte regolamentazione.  La legge regionale del Piemonte impone che chiunque intraprendere la  raccolta di minerali per uso collezionistico e scientifico debba iscriversi ad un registro regionale: la richiesta, con conseguente iscrizione, é assolutamente gratuita, per cui viene spontaneo chiedersi a cosa serva o da cosa sia motivata e la risposta consiste nel fatto che si tratta di una legge molto vecchia (rimasta in vigore) che veniva applicata come sorta di monitoraggio quando in Piemonte i cercatori sui fiumi erano veramente parecchi e questi riuscivano "quasi" a vivere col ricavato (la vita era anche decisamente più semplice e l'oro invece valeva molto più di adesso); in pratica, in tal modo il governo di allora, evidentemente interessato o incuriosito da quest'attività in fin dei conti remunerativa, ne poteva seguire l'andamento in relazione al n. di cercatori, se aumentavano ecc.

Tornando all'oggi, come già detto l'iscrizione non costa nulla e qui c'è il modulo già pronto da scaricare, compilare e spedire al Presidente della Giunta regionale (leggi Settore Pianificazione e Verifica Attività Estrattiva - Via Pisano, 6 10152 Torino). Nel riquadro sottostante riporto due note che confermano il buon funzionamento della procedura, ormai appurato nel tempo da molti cercatori, e qui c'è anche la foto del tesserino che si riceverà via posta:

 

                                                                             Foto di Marco Aresu

 

 

In questo ritaglio, a titolo di esempio lo spunto di due vostri dialoghi su questi argomenti che avete inserito nella mia pag. FB e consultabili nella medesima.

1) Dal post di P. Gazzola: " ... ho inviato la documentazione per la concessione di ricerca minerali alla regione con il modulo pre-compilato scaricato dal tuo sito a fine Luglio e mi è arrivata la medesima in questa settimana (Settembre). Devo dire che ero un po' scettico sulla risposta, invece anche se con calma la concessione è arrivata".

P.S. Dopo questa nota di Gazzola sulla funzionalità del contesto seguirono nel tempo in Facebook altri commenti nei quali non di rado si specificò appunto di aver ricevuto il modulo (anzi il tesserino, perché dal 2014 in poi si riceve proprio un tesserino) in poco più di una settimana, come ad es. in quest'altro caso segnalatomi nel 2015:

2) Dal post di M. Simoni: "Ringrazio la Regione Piemonte, che in meno di 20 giorni dalla mia richiesta, mi ha spedito il tesserino che attesta la mia (e mia compagna) l'iscrizione al registro regionale dei raccoglitori e ricercatori di minerali del Piemonte  .....congratulazioni, veramente velocissimi...".

 

I numeri invece da contattare nel caso servissero informazioni sono 011-4323518 (geometra Marco Moccagatta) o 011-4322880 (sig. Rita Ricupido), tutti dati questi comunque disponibili anche presso il Sito ufficiale della regione stessa. In breve tempo (ma spesso un paio di mesi) vi dovrebbe pervenire via posta una comunicazione dell’avvenuta iscrizione nel registro dei raccoglitori di minerali; portatela con voi quando andate a cercare oro sui fiumi, e nel caso qualche guardia vi dicesse di sgombrare vi basterà mostrargli l'attestato di cui sopra. Il tutto è gratuito, a parte la spesa del francobollo, e si tratta di un certificato personale, pertanto amici e famigliari che dovessero aggregarsi (per partecipare attivamente alla ricerca, beninteso) dovranno esserne muniti anch'essi.

Un altro sistema sbrigativo consiste nel compilare il foglio e spedirlo  via fax al medesimo indirizzo unitamente alla fotocopia della carta d’identità in entrambi i lati, utilizzando il seguente numero: 011-4324991. E’ consigliabile accertarsi che sia arrivato. Come già detto, successivamente arriverà l’attestato via posta. P.S. Per queste informazioni il sottoscritto (Z.G.) ringrazia sia l'ufficio competente della regione Piemonte (dott. Pierpaolo Varetto) che mi ha gentilmente segnalato il sussistere di questo nuovo modulo, sia il sig. Massimo Sana che altrettanto cortesemente me l'ha comunicato tramite Facebook.

Questo per l'iscrizione, mentre per quanto riguarda il permesso demaniale (necessario ad es. in Val d'Aosta), dopo svariate ricerche si è concluso che in Piemonte non occorre e quindi non viene richiesto.

Aggiornamenti 2014/2015: Il cercatore Lorenzo mi ha contattato per dirmi:    1) se al momento della sua iscrizione, avvenuta nel 2013, ricevette come di norma quanto sopraddetto, iscrivendo invece l'anno dopo anche sua moglie, ricevette in più un tesserino da ritagliare (una specie di carta di credito) da portare sempre con se, intelligente "evoluzione" per evitarci di portare scartoffie sul fiume.

2) Importante! Fiume Orba: dal 2015 (compreso) è diventata vietata la ricerca nel tratto interessato dall'omonima Riserva Naturale (cioè partendo da Silvano d’Orba e proseguendo verso nord, che è forse la sua parte migliore) fino a data da destinarsi, ma grazie a contatti "diplomatici" da parte dell'Associazione Val D'Orba con l'Ente della Riserva Naturale Val d'Orba, questi sono pervenuti a concedere la ricerca in due tratti del fiume anche dov'esso territorialmente attraversa detta Riserva (Vedere tutti i dettagli).

 

Emilia Romagna in breve. Salvo informazioni o novità delle quali potrei non essere a conoscenza, la ricerca sui suoi fiumi dovrebbe essere libera, così come d'altronde è anche in diverse regioni italiane; per i suoi Parchi o Aree protette ecc. bisogna invece come sempre informarsi sulle loro leggi personalizzate.

 

In questo ritaglio, a titolo di esempio lo spunto di un vostro dialogo su questi argomenti che avete inserito nella mia pag. FB e consultabili nella medesima. Dal post di Giuseppe: Qualcuno potrebbe darmi delucidazioni in merito alle leggi che interessano l'Emilia Romagna? R. di Simone : "... ho chiesto 3 anni fa alla regione e non mi hanno detto nulla, a parte per scopi industriali (miniere). Attualmente dalle mie info se vai lungo i fiumi che interessano parchi faunistici informati sulla regolamentazione del parco, poiché (vedi fiume Adda) potrebbe essere vietato entrare in acqua, scavare, ecc... Se stai fuori dalle zone parco, vale la legge nazionale, che ti permette di cercare oro nei fiumi. Se hai intenzione di fare scavi importanti stai attento a non modificare l'alveo fluviale (argini maestri), poiché e' vietato, ma da altre leggi del demanio. Le uniche regioni ove bisogna avere un permesso regionale, attualmente sono Piemonte e Valle D'Aosta (qui ne servono 2); qualche utente ha postato che anche in Trentino ci vogliono dei permessi, ma tempo fa contattai la regione via mail e non mi diedero alcun riscontro per la necessità di avere un permesso, non so se sia cambiato qualcosa."

 

Lombardia in breve. In questa regione, la ricerca dell'oro e di altri minerali è libera  (ma non nel fiume Adda perché i suoi due parchi, ove infatti è vietata, occupano nell'insieme tutto il suo corso) e non occorre alcun certificato al merito. Andranno semplicemente rispettate le norme della Legge riportata qui a lato pagina, tenendo naturalmente presente che i vari parchi situati in questo territorio possono disporre invece di proprie regolamentazioni al merito.

 

Valle d'Aosta in breve. La Regione istituisce presso la struttura competente un registro regionale dei ricercatori e dei raccoglitori di fossili e di minerali da collezione, oro dei fiumi compreso; l’attività amatoriale di setacciatura di inerti all’interno dei torrenti della Valle per il recupero di pagliuzze d’oro, con il solo uso di batea, canaletta e utilizzo di alcune delle attrezzature di cui all’art. 4 comma 1, è un’attività consentita e che può essere assimilata al distacco di minerali da collezione di cui all’art. 5. Chiunque intenda svolgere le attività è tenuto a darne comunicazione scritta al Presidente della Regione che, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento, rilascia apposito attestato di iscrizione (approfondimenti e quant'altro occorra a lato pagina).

Svizzera. Dopo gentile segnalazione (2009) di "El Loco", riporto qui a seguire le note informative che mi ha inviato sulla regolamentazione della ricerca di minerali: "...in Svizzera, per cercare minerali bisogna avere una patente che costa circa 150 Franchi (svizzeri, n.d.r.) e bisogna richiederla al Museo di Storia Naturale di Lugano. Volendo, è possibile scaricarsi il formulario da compilare   anche dal loro sito e vi andrà allegata una foto formato passaporto. Ps. se si intende agire in un patriziato bisogna allora fare una seconda domanda e pagare un' altra tassa. Inoltre, la ricerca di fossili e la raccolta è comunque proibita in tutto il Canton Ticino: occhio alle multe salatissime e alle denuncie in magistratura".

AGGIORNAMENTO 2018 a cura di Marco Urbani, che qui ringrazio: costi e tasse per la ricerca di minerali in natura.
Tassa per una settimana 70 franchi, per un anno 150 franchi se domiciliati in Svizzera e 250 franchi se residenti fuori dal cantone; 2000 franchi per commercianti Ticinesi e 3000 franchi per commercianti domiciliati fuori dal Canton Ticino. Questi sono dati presi dal Sito del museo di storia naturale di Lugano dove si può richiedere la licenza fornendo tutti i dati personali con fotocopia dei documenti e foto tessera tipo passaporto (rilasciano un bel tesserino plastificato con foto, dati personali e con scadenza annuale o settimanale).
 

 
 

NOTE STORICHE DA DOCUMENTI MINERARI ANTICHI. 1729, 11 Luglio. Disposizioni delle Regie Costituzioni, Lib. VI, tit. VI delle miniere. 1) Tutti possono andare in cerca di miniere. 2) I feudatari investiti e i possessori dei fondi hanno il diritto di prelazione se i lavori non sono cominciati. 3) Nessuno può impedire lo scavo di miniere, e queste possono essere scavate anche in fondi altrui, mediante il risarcimento del danno. 4) La sospensione dei lavori per un anno comporta lo stato d’abbandono. 5) Le miniere non possono essere iniziate prima di aver consegnato i campioni alla Camera dei Conti e averne ricevuto licenza. 6) Il diritto di signoraggio, dovuto al re o al feudatario investito delle  miniere, é la decima dell’oro e dell’argento, la quindicesima del rame e stagno, la vigesima del piombo e ogni altro metallo prodotto, senza aggravio di spese. 7) I minerali estratti non possono essere esportati prima di essere ridotti in metallo, l’oro e l’argento non possono mai essere esportati, il rame non può essere esport. senza il parere del consiglio d’artiglieria. (cfr. modifiche e aggiunte apportate con il manif. del 1738 e con le Costituz. del 1770).

 

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

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