Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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E' un Sito sull'oro con centinaia di pagine utili alle vostre ricerche e dispone anche di Facebook per dialogare ecc. Per la Posta in generale: ho sostituito la mia precedente pagina Facebook (si può ancora consultarla, ma non più scriverci) con una nuova in formato Gruppo, la cui iscrizione è assolutamente gratis e dove potrete inserire domande o argomenti aggiungendo vostri "post", oppure rispondere e dialogare in quelli di altri già presenti.

Per la Posta particolare, invece, cioè dialoghi privati ed esclusivi con giornalisti, enti, collaboratori scrivetemi qui

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Canalina dubbi e altro

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Propongo qui a seguire, col consenso dell'interessato, un dialogo via e-mail (particolarmente sviluppato) che contiene, tra domande che ci si pone quando si sta ancora imparando e mia relativa risposta (che spero abbia risolto alcuni dei dubbi al merito), varie informazioni sia in generale sia nello specifico (ad es. attrezzi) riguardanti la ricerca amatoriale di oro alluvionale sui fiumi italiani.

 

 

MARCO C. Buongiorno, sono un nuovo appassionato di prospezioni.  Pochi mesi fa vagando su internet "...." scoprii l'oro fluviale del nord Italia e "ne fui subito preso".
Da autodidatta cercai più informazioni possibile in rete e decisi di provarci.
Una kit di batee della Garret prese online, una solida pala, secchi, zappa, zappetta, paletta e li stivali già li avevo, ero quindi pronto per costruirmi una canaletta!
Ho optato per una canaletta 25 x 100, in policarbonato alveolare, costruita con degli incastri, abbondantemente incollata con un bicomponente e ne risultò un attrezzo solido e leggero.
L'ho dotata di tappetini in gomma, 4 sezioni da 25 cm, un centorighe ricavato da uno dei tappetini della mia Panda, due spezzoni a celle quadre di diversa dimensione e per ultimo un tappeto sintetico tipo miner moss.
Sulle due sezioni finali ho sovrapposto al tappeto e al miner moss una rete metallica.
Questi (tappeti di gomma e reti metalliche) sono pressati e tenuti in posizione da due aste di policarbonato che pinzo con 4 morsetti ai lati della canalina.

 

Ecco la foto della mia canaletta: in policarbonato e incollata con bicomponente. Vi ho intagliato 4 incastri sui due lati per renderla veramente solida e al suo interno ha quattro sezioni di tappeti in gomma tenuti in posizione da due sponde pinzate ai lati della struttura. Inutile dire che mi sono ispirato alla soluzione proposta sul suo Sito da un'altro prospettore!

 

 

Quindi, zaino in spalla (canaletta e secchi in mano!), ci ho provato.
La primissima volta che sono andato sul Po, a Castelnovate lato piemontese, avevo appena ricevuto le batee e sono andato giusto per un’ora, un pomeriggio, perché insomma volevo bagnarle! Non sapevo bene come agire e non avevo neanche tempo, comunque pescai un po' di Mica (che non conoscevo), ma ero certo che l’oro non avrebbe dovuto sporcare la padella se lo si schiaccia con l’unghia ... Però incrociai una coppia, padre e figlio, che se ne stavano andando, con una canaletta, i quali mi dissero che avevano "pescato", poco e piccolo, ma ne avevano trovato... Questo mi fece pensare “ok, allora non sto prendendo un granchio ... insomma, si può fare!!!”.
Sono tornato nello stesso posto un paio di volte scavando in punti diversi, provando a seguire le indicazioni classiche, cioè le punte o i massi ... e qualcosa ho trovato! Pochi puntini ma c’erano! Una soddisfazione che lei ben conoscerà! Questo trattando appena 7-8 secchi di materiale "selezionato" al giorno.
Quindi sono andato sull’Elvo a Borriana, giusto ieri: arrivato al ponte pedonale che sorpassa il fiume ho girato a destra e mi sono infine fermato circa 200 metri più avanti.

 

In questa circostanza, cercando migliorie, ho dotato la mia canaletta di una “trappola “ tra la prima e la seconda sezione di tappeti e di un “riffle” da un cm. in plastica tra la seconda e la terza sezione; mi sono subito stupito di come lavorasse il riffle perché immediatamente dietro di lui si depositava sabbia nera! A dire il vero per tutto il giorno ho trovato tantissima sabbia nera, ma poco oro ... ne ho trovato giusto 10 puntini "passando" con la canalina una dozzina di secchi "scelti" scavati da tre punti diversi: visivamente si capiva che vi era una larga fascia che era stata recentemente allagata, me lo aspettavo avendo seguito nelle ultime due settimane sia le precipitazioni locali sia il livello del fiume, quindi inizialmente scavai a circa un metro dal limite del bordo eroso del fiume spostando una “macchia” di sassi, in seguito sul bordo (che era coperto sul suo limite da un “tappeto erboso”, segno ulteriore della recente erosione) e infine ho seguito delle macchie di sabbie scure particolarmente evidenti.
Ora le devo dire che avendo sempre “trovato” la soddisfazione è tanta! Partivo con l’idea: un po’ di movimento, aria buona, zero traffico e via dicendo, ma riuscire a trovare uno dei minerali (pardon, metallo) più rari al mondo è entusiasmante! Vederlo spuntare dalla padella … febbre dell’oro!
Da tre uscite come le ho detto ho ricavato poco, anzi molto poco e questo, nonostante tutto, mi ha portato a farmi delle domande e a fare delle riflessioni, sempre influenzato dalla mia inesistente esperienza e dalle informazioni che trovo online.
Non ambisco certo ad arricchirmi né a crearmi un tesoretto, ma incomincio a pensare di sbagliare qualcosa ,,, di certo sbaglio qualcosa.
Innanzitutto la canaletta. Dopo aver visto come lavora il riffle che ho aggiunto, penso che forse i miei tappeti in gomma siano “troppo lisci” , che non creino una turbolenza adeguata ... vedo online i tappeti in gomma di Gold Hog e il Green Mat di Royal, e osservandoli nei video dei produttori sembrano lavorare in modo molto performante. Non so se possa essere questo un motivo dello scarso raccolto… poco oro lo trovo e pure piccolo, ma non vorrei che il grosso passi oltre: ho sempre posizionato la canalina con un paio di cm di acqua e 6 o 7 cm di dislivello, inoltre, lavando e passando con la batea un tappetino alla volta, mi è parso che negli ultimi due non ci sia mai nulla e non me lo aspettavo, soprattutto dai 25 cm di minermoss.
Poi la questione di "dove" scavo… so che questo è il grosso del problema: come le dicevo mi piace la giornata in sé, ma è come se le balzasse, per esempio, l’idea di giocare a tennis qualche volta, non di vincere il wimbledon … ma di giocare un po’, riuscire a palleggiare con un amico tranquillamente, sudare e passare una bella ora ... ecco, se non riuscisse a prendere nemmeno una palla ne resterebbe deluso ... non le basterebbe essere in pantaloncini sul campo.
Quindi ora devo capire come prendere "qualche palla".
La ringrazio per la sua attenzione e di nuovo per le preziose informazioni che raccoglie e condivide.
                            Sperando di incontrarci sul fiume…
                                                                                Marco C.

 

MIA RISPOSTA. Salve Marco ( ... ), intanto la ringrazio per gli apprezzamenti alla mia attività in rete ( ... ). Passando ora alla sua situazione, posso provare a darle alcuni suggerimenti su cose a mio avviso fondamentali.
1) L’oro del Po è di norma molto piccolino (anche i vostri stessi dialoghi me lo confermano), faccenda che quindi non aiuta e questo soprattutto quando si sta imparando, perché in un simile contesto diventa ben difficile individuare, già nel mentre che si versano "palottate" di materiale nella canalina, occasionali incoraggianti (e ben visibili) scagliette d’oro che non solo darebbero “allegria al cuore” e voglia d’insistere, ma soprattutto ci farebbero capire in brevissimo tempo se stiamo agendo in una punta valida o meno; a proposito, l’oro alluvionale conviene cercarlo tradizionalmente (almeno finché non si è più che pratici) sulle rive, senza andare a cercare massi o altro. Inoltre le ricordo che prima di piazzare la canaletta conviene sempre (anzi, sarebbe la regola) fare delle prove usando solamente la batea e questo sia perché se usando la medesima non si riscontra nulla conviene cambiare posto sia perché in tal modo si ha anche la possibilità di fare per così dire dei test, cioè localizzare il punto di ricerca migliore nell’ambito di una stessa “punta”. Da notare che tanta sabbia nera indica tanta pesante magnetite, ma non sempre ci si trova anche l’oro, perché per quel che ne sappiamo noi quella magnetite potrebbe anche essersi depositata nel corso di millenni, mentre l’oro che cerchiamo viene strappato dai bordi del fiume, di stagione in stagione; quindi dove c’è oro c’è quasi sempre anche magnetite, ma non vale necessariamente il contrario.
2) L’Elvo e il Ticino hanno invece oro che rientra nelle misure classiche e sono anche per così dire “ricchi”, ma naturalmente bisogna conoscerne i posti validi e via dicendo. Anche l’Orba è valido da dove vi confluisce il Piota “a scendere” , idem dicasi per l’Orco e il Cervo, ma in questi ultimi due molte volte (dipende dai tratti) bisogna quasi rivolgersi alla ricerca da torrente anziché quella classica per l’oro alluvionale e di conseguenza occorrono particolari esperienze al merito. Le ho menzionato questi corsi d’acqua anche perché rispetto a dove abita possa orientarsi al merito; altre note già presenti nel Sito è superfluo riproporle qui.
3) Quanto oro? Salvo situazioni particolari, quando una persona ne trova un grammo in un giorno … è già andata benissimo, e non bisogna lasciarsi abbindolare (ma lei non mi sembra il tipo) da quel che capita di leggere in rete ecc. perché in quanto a spararle grosse i cercatori (e mi creda, ne ho conosciuti tanti) sono spesso alla pari o peggio dei “fungaroli”. Detto questo, un grammo di sottilissime scagliette (non puntini, che ammassandosi diventano un “nulla”) in una piccola fialettina fa la sua figura.
4) La canaletta: non stia a diventar matto con nuovi attrezzi, particolarismi vari e chi più ne ha più ne metta, perché a mio avviso affinché questa funzioni al meglio servono ben poche caratteristiche, applicate però come si deve (l’ingresso centralmente omogeneo dell’acqua e di conseguenza ben distribuito su tutta la sua superficie, il suo scorrere “tranquillo” sulla medesima senza ribollii per poi uscirne possibilmente con una anche pur minuscola cascatella ecc.) tant’è che per farle solo un es. io ho sempre usato quelle tradizionali costituite semplicemente da gradini in legno o lega a seconda delle circostanze, con al massimo un pezzetto di centorighe iniziale in qualità di “spia” dove si versa il materiale. D’altronde fino a qualche decennio fa la plastica non era diffusa come oggigiorno, eppure i cercatori, che necessariamente usavano quelle di legno, di oro ne trovavano ugualmente. Con questo non intendo dire che non bisogna mirare al progresso, ci mancherebbe altro, ma che come in tutte le cose non si deve neanche eccedere. Ecco, su questo argomento vedo che in rete (mie pagine facebook comprese) i cercatori si sbizzarriscono ancor più dei fungaroli proponendo cose iperboliche. Dimenticavo, col posizionamento ideale, nella canaletta non ci deve essere turbolenza, agitazione, ma un semplice fluire dell’acqua, senza eccedere con altezza e corrente e che di quest’ultima al tempo stesso ce ne sia abbastanza per far uscire quasi tutta (non esattamente tutta) la sabbia sterile: di questa ne dovrà appunto rimanere e depositarsi un poco nei gradini, di modo che sotto alla medesima rimarranno ben depositate ,tranquille e al sicuro, le nostre scagliette.
5) Ne perdo o non ne perdo? Se non trova tracce di oro nel tratto finale della canaletta non significa necessariamente che l’abbia perso (a parte il fatto che può anche darsi non ce ne fosse proprio nel materiale trattato), anzi dal canto mio mi preoccuperei se ne trovassi, chiedendomi “come mai è arrivato fino a qui" e temendo che, se tanto mi da tanto, altro oro potrebbe allora aver proseguito ulteriormente ed esser uscito dall' attrezzo. In sostanza, c’è un vecchissimo quanto ovvio metodo per sapere se ne stia perdendo e consiste (ma immagino l’avrà già pensato) nel trattare di tanto in tanto con la batea un pochino del materiale uscito dalla canalina: in effetti questa operazione è molto più facile applicarla nei torrenti di montagna, dove grazie alla conformazione dei medesimi è talvolta possibile posizionare addirittura un secchio o una bacinella a valle dell’attrezzo per poi lavarne con comodo il contenuto quando lo si desidera, ma nei grandi fiumi può esser problematico anche agire semplicemente sul “ventaglio” provvisorio di presunto sterile che esce dalla canalina. Inoltre c’è il fatto che quando ci si trova in due, nel mentre che uno continua con la canalina, l’altro può provvedere a questi "test", mentre se si è da soli occorre sacrificare del tempo utile, ma d’altronde, se si vuole sentirsi tranquilli su come ci si sta comportando …
 

La saluto e le auguro buona fortuna che pure essa, anche se non la si menziona mai, ha un ruolo non da poco …

                                                                                 "Zappetta Gialla"
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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