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Canaletta "a secchiate"

 

 

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A cura di Giuseppe Rizzi

 

 

 

 

     Canaletta "a secchi"

 

 

 

Quando si ha la fortuna di trovare una zona di buona concentrazione aurifera e dove è facile fare “sabbia”, ma la sfortuna di trovarsi in acqua ferma … per chi non usa i piatti concentratori, lavare per concentrare con il piatto tronco conico diventa un lavoro pesante e "spacca-schiena"!

Posto che la legge vieta l’uso delle pompe elettriche, la “canaletta per oro alimentata a secchi” in questa situazione può diventare una soddisfacente soluzione.
Una canaletta alimentata a secchiate d’acqua presenta due generi di problemi con due soluzioni:

1) Il flusso d’acqua deve essere, entro certi limiti, regolato e in questo caso io ho provveduto utilizzando una tramoggia (descrizione in questa stessa pagina).

2) Posto che il flusso d’acqua non sarà regolare, occorrerà avere un fondo di ritenuta che non tema variazioni di flusso (anche questo è esposto più in basso).
 

NOTA. Per ingrandire la visuale della pagina (e sue foto) basta fare Ctrl+

 

 

 

 

 

Dopo varie sperimentazioni e riflessioni credo di essere arrivato a una soluzione "di compromesso" soddisfacente.

 

 

Uso, come base della canaletta, la mia in policarbonato alveolare lunga cm. 87 e larga cm. 32,5 che pesa 700 grammi. Ho scelto questa "soluzione" perché oltre alla leggerezza ha il vantaggio di avere il fondo particolarmente rigido. Su questa canaletta sistemo i fondi di ritenuta e sopra appoggio (SOLO APPOGGIATA) una tramoggia che occupa tutta la larghezza della canaletta. Non è altro che una scatola con un piano interno inclinato che convoglia e distribuisce acqua e sabbia sulla canaletta.

 

TRAMOGGIA, le sue funzioni: 1) Contenere la sabbia che dovremo lavare. 2) Regolare il flusso d’acqua e la distribuzione della sabbia.

 

 

Ho costruito questa tramoggia utilizzando fogli di plexiglass da 3 mm., angolari in alluminio e sezioni di tubo di plastica bianca diam. 10-12 cm. E’ larga quanto la canaletta 32,5 cm. lunga cm. 28 e alta cm. 19 con capienza del comparto "C" di 5.300 cc. e capienza totale della tramoggia "C+D" (vedi schizzo) = 8.800 cc.
Il piano di scivolo A è inclinato verso monte e l’acqua che scivola su questo piano trascina la sabbia sino a farla cadere sul deviatore B che, per la sua posizione proprio all’inizio della canaletta, consente di sfruttare completamente tutta la lunghezza dei tappetini. L’inclinazione del piano A, la caduta sul deviatore B e l’inclinazione della canaletta fanno sì che l’acqua acquisti la giusta velocità per permettere al “leggero” di essere trascinato senza difficoltà sopra ai tappetini sino allo scarico e quindi eliminato.
Il piano di scivolo A è fissato solo per mezzo di una sezione di tubo di plastica (diam. 12 cm.) e questa giunzione elastica consente, variando l’inclinazione del piano (vedi frecce nel disegno), di variare l’apertura tra il piano di scivolo e il deviatore e questo permette di regolare il flusso (quantità) dell’acqua che passerà sulla canaletta. Così regolata l’acqua che, con il secchio, abbiamo versato riempiendo la tramoggia, impiega del tempo a defluire, tempo utile per riempire nuovamente il secchio e dare così una "quasi" continuità di flusso d’acqua sulla canaletta.
Uso un secchio rettangolare perché, appoggiandone di piatto un suo fianco sul bordo della tramoggia, è molto più veloce nello svuotamento. Ogni versata di secchio porta nella tramoggia circa 10-12 litri d’acqua.
Nella tramoggia è posizionato un cestello a due scomparti (C e D) che rimane sollevato dal piano di scivolo (A) 1-2 cm. Questo cestello è fatto con una rete metallica con maglia della stessa dimensione di quella che uso in fase di setacciatura. La zona C viene riempita con la sabbia, circa 1/3 di secchio (3-4 decimetri cubici). L’acqua che dal secchio viene versata nella zona D allaga completamente la tramoggia e una parte della sabbia attraversa la rete del cestello e inizia il suo percorso "a scendere".

 

FONDO DI RITENUTA. Per quanto si possa versare acqua in continuo è impossibile avere un flusso regolare e di fatto ripetutamente, durante il lavoro, la canaletta può rimanere senza scorrimento d’acqua. Questo esclude la possibilità di usare come fondi di ritenuta celle o gradini come nelle canalette tradizionali.

L’unica alternativa possibile rimangono gli zerbini a ricciolo di vinile o i vari tappeti di simil-erba. Dopo varie sperimentazioni ho deciso di dividere i tappeti di fondo in due sezioni.
Per la prima ho scelto un tappeto a riccioli di vinile (A) (miner moss) a maglia morbida non molto spessa lungo cm. 30, per la seconda un tappeto di gomma simil-erba (B).
I fili d’erba di questo tappeto sono verticali, ben distanziati ed elastici e i granelli di sabbia nella loro discesa colpendo le punte sporgenti creano una vibrazione che consente al pesante di sedimentare sempre più in profondità.
In alternativa a questo tappeto uso un miner-moss morbido di colore rosso.
La divisione del fondo in due sezioni consente ogni 5-6 secchi di levare il primo tappetino, dargli una risciacquata veloce e conservare la minima quantità di concentrato in una batea, riposizionare il tappeto e continuare il lavaggio.
Ho ormai verificato che oltre il 95% dell’oro è in questa prima parte, riesce a sfuggire solo qualche rara scaglietta (quelle di maggiore dimensione, probabilmente per un effetto vela) che comunque andrò a recuperare a fine giornata o dopo una quindicina di secchi risciacquando il secondo tappeto.

 

NOTA. Per vederla in azione, questo video (18/8/2019) secondo me è molto descrittivo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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