Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Batee concentriche

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Un'approfondita descrizione di Giuseppe Rizzi sulle batee concentriche, cioè quel tipo di piatti per oro che non hanno i fianchi incassati e per lo più lisci come di consueto, bensì molto appiattiti e interamente occupati da righe circolari e relativi avvalli. In queste 5 pagine viene anche spiegato come auto-costruirsele.

 

Cercando oro sul fiume capita di vedere punti di arricchimento dove non c’è modo di sistemare canalette o tappetini e l’unica possibilità resta allora quella di lavorare con la batea. La classica batea "tronco-conica", ottima per la ricerca, in fase di raccolto e produzione si trasforma però in un attrezzo "spacca schiena".

E' per questo che dal 2004, ispirato dall’amico Uber, iniziai a costruirmi dei piatti che rendessero più veloce il lavoro di sgrossatura e concentrazione della sabbia. Uno dei primi cercatori che me l’ha visto usare sul fiume, ha commentato che quel piatto era come una ... "canaletta circolare". Mi è piaciuta quella definizione e l'ho fatta mia: dopotutto in molti paesi, lungo il Ticino, i cercatori d’oro chiamano la canaletta anche "asse" o "scaletta" e, di fatto, il fondo dei piatti che qui descrivo si presenta strutturalmente come una "scaletta in discesa" perché

IN AZIONE CON LA BATEA CONCENTRICA.

anche qui le scagliette d’oro scendono gradino dopo gradino, sino ad arrivare sul fondo, in questo caso trattenute infine nel piattello centrale. Usare questo piatto durante la giornata di ricerca sul fiume è cosa assolutamente fattibile: una volta "fatta la mano ... e la schiena", si può concentrare un secchio di sabbia in non più di 5 – 6 minuti, poi ... ci si può rialzare, così, alternando il lavoro di lavaggio con la fase di preparazione della sabbia, si riesce a non sovraccaricare eccessivamente la zona lombare.

Il tempo di lavaggio di un secchio con questo tipo di piatti non è superiore a quello che richiede una canaletta e in una giornata, mediamente, si possono lavare da 20 a 40 secchi di sabbia.

 

Come si separa e si recupera l’oro dalla sabbia?

 

Il cercatore si propone di recuperare l’oro dalle altre componenti della sabbia e per fare questo sfrutta la differenza di peso specifico tra l’oro e gli altri minerali. È intuitivo che due elementi con peso specifico diverso si separano e di conseguenza il più leggero sale, mentre il più pesante sprofonda; un esempio classico ci è dato dall'olio che galleggia sull'acqua. Due liquidi … facile! Ma l’oro nella sabbia? Come possiamo farlo scendere ?

Per raggiungere questo scopo (scagliette a fondo), occorre "fluidificare" la sabbia che è stata setacciata immergendo il piatto, batea o altro contenitore in acqua e, con scosse e rotazioni, determinare un continuo movimento della massa di acqua e di sabbia facendo sì che i singoli granelli siano in continuo movimento l’uno rispetto all’altro. Questa operazione permette alle scagliette d’oro, grazie all’alto peso specifico, di penetrare lo strato di sabbia e affondare nel miscuglio sino all’estremo limite della superficie del contenitore che abbiamo usato, e questo si realizzerà tanto più velocemente quanto minore sarà lo spessore di sabbia da attraversare. Fatto questo, l’operazione successiva sarà quella di far passare un flusso d’acqua sulla superficie del contenitore per eliminare quello che rimane sopra e cioè tutte quelle componenti della sabbia che avendo un peso specifico minore saranno affiorate.

   

Perché usare il piatto concentratore e come usarlo?

   

Principalmente per la sua forma e dimensioni. Per la sua profondità,  che è di circa 40-45 millimetri contro gli 80-90 millimetri della batea tronco conica e per la sua larghezza di 50 centimetri contro i 36 della tronco conica. Nel piatto concentratore la sabbia deve venir versata al centro del piatto in non eccessiva quantità, formando un cono capovolto (schizzo 1) e deve rimanere ad almeno 8 – 10 cm dal bordo. Immerso il piatto in acqua i primi movimenti decisi di rotazione e scuotimenti ortogonali faranno sì che il monticello di sabbia si allargherà "sedendosi" (schizzo 2) e tutte le scagliette eventualmente contenute nel miscuglio scenderanno sino a depositarsi sulla superficie interna del piatto; detta superficie si presenta strutturalmente come un.... inferno di gironi (ricordando Dante)

Schizzo 1.

Schizzo 2.

 

 

concentrici e le scagliette, trascinate dal continuo movimento della sabbia scenderanno sino all’ultimo "girone" nel piattello centrale.

Al fine di rendere più veloce l’operazione di "fluidificazione" della sabbia versata sul piatto è consigliabile setacciare il materiale con una maglia da un centimetro. Sassi troppo grossi o particolarmente appiattiti possono risultare difficili da far uscire con le semplici rotazioni, mentre il ghiaietto tondeggiante di un centimetro aiuta a smuovere il materiale facilitando la penetrazione verso il fondo delle scagliette d’oro.

A questo punto occorrerà eliminare quanto è rimasto in superficie e per questa operazione di lavaggio è necessario, tenendo il piatto di poco immerso in acqua, farlo ruotare con un movimento circolare di braccia lento e ampio (disegni e foto in alto). Il flusso d’acqua che si creerà in superficie darà un effetto che ha l’aspetto visivo di una spirale rotante che con la coda trascina fuori dal piatto e scarica quello che non interessa al cercatore, cioè le componenti leggere del miscuglio di sabbia. In questa attenta operazione di lavaggio- scarico le mani "accompagnano" il piatto nella rotazione, trattenendolo solo nella sella della prima falange delle dita, con un movimento fluido e armonico. I movimenti sopra descritti andranno più volte ripetuti, alternando 2-3 decisi movimenti a destra e a sinistra, 2-3 decisi movimenti in avanti e all’indietro, 3-4 ampie rotazioni del piatto per scaricare sino a quando nel piatto sarà rimasta una quantità di sabbia che copre il 1°- 2° anello dal centro, e si potrà allora versare altra sabbia sul piatto e così di seguito sino allo svuotamento del secchio. Quando anche l’ultima sabbia del secchio sarà lavata si arriverà ad avere una rimanenza di materiali pesanti che riempiono il piattello centrale. Io, a questo punto verso questa quantità di concentrato in un contenitore dove andrò ad aggiungere via via i concentrati ottenuti da tutti i secchi lavati. A fine giornata la somma delle quantità di concentrato prodotta può variare da 1 a 6 decimetri cubici di materiale. Normalmente il concentrato ricavato non lo pulisco sul fiume ma, successivamente e con calma, a casa lo passo o con la batea tronco conica o su una minicanaletta che ho costruito e che lavora con una pompetta elettrica.

 

IL Senso di rotazione: io muovo le braccia facendo girare il piatto in senso orario ma, da quanto ho visto in occasione delle gare, in effetti la maggioranza dei cercatori lo gira in senso antiorario. Non so quale delle due soluzioni sia la migliore (ammesso che ci sia): credo che dopo le prime prove con questo tipo di piatto ognuno sceglierà il modo che gli è più naturale.

 

                                                                                    Giuseppe Rizzi

 

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

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