Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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E' un Sito sull'oro con centinaia di pagine utili alle vostre ricerche e dispone anche di Facebook per dialogare ecc. Per la Posta in generale: ho sostituito la mia precedente pagina Facebook (si può ancora consultarla, ma non più scriverci) con una nuova in formato Gruppo, la cui iscrizione è assolutamente gratis e dove potrete inserire domande o argomenti aggiungendo vostri "post", oppure rispondere e dialogare in quelli di altri già presenti.

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V. d'Ayas lavare oro

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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NOTA DI ZG.  Quello che segue è un breve resoconto informativo (2013), con significative foto al merito, riguardante i risultati ottenuti nell'arco di circa una settimana da M. Tagliaferri & suoi amici nei torrenti auriferi della Val d'Ayas,

Descrizione di gita a cura di Mauro Tagliaferri.

in Valle d'Aosta.

Personalmente reputo interessanti le immagini allegate perché nel loro insieme permettono di visualizzare differenti tipologie di oro che può capitare di trovare lì o altrove.

Considerando che per questa loro prima esperienza presso le miniere d'oro di Brusson hanno dovuto fare un viaggio piuttosto lungo, i relatori di questa scheda si sono dapprima giustamente informati via e-mail col Comune territorialmente interessato sulle eventuali normative o divieti presenti in zona (vedine domanda e risposta) decidendo, dopo di ciò, di tralasciare gli interni minerari per dedicarsi invece (e con impegno) alle acque potenzialmente aurifere del circondario.

Si tenga presente che, anche se questa pagina riguarda nello specifico la Valle d'Ayas, i metodi di ricerca descritti ecc. sono validi per qualsiasi altro posto in cui ci sia una miniera con relativa discarica (o anche solo filoni) la cui giacitura sia costituita da Oro Nativo, con un torrente in zona, poco più a valle, per agirvi. 

 

"(... ) siamo stati questo ottobre una settimana a Brusson ... partiti a tutto spiano per lavare l'oro! Giunti sul posto abbiamo iniziato dalla parte alta del Torrente Messuere, là dove si trovano le macerie (discarica) delle vecchie miniere. Lì ho scelto un punto che a fine giornata mi regala 2 Pepitine che fanno assieme 0,9 Grammi (le foto 1 ). Io e i miei amici notiamo subito alcuni tubi di plastica  che scendono lungo il torrente. Curiosi, scopriamo il motivo della loro presenza: sfruttando il dislivello, vengono indirizzati più in basso verso i vecchi detriti minerari e l'acqua che portano fa così il suo lavoro nella canaletta.

Due giorni dopo abbiamo invece iniziato a lavare nell' Evancon, circa 200 metri sotto l'imbocco del Messuere, cioè un po' più a valle di dove quest'ultimo vi confluisce. Lì però la fortuna "mi ha lasciato". Nei giorni seguenti invece, mentre un compagno trova dietro un masso di olivina un nugget con quarzo (le foto 2) io trovo il Giovedi questa struttura (foto 3). Volendo fare un'analisi, si può riconoscere come la combinazione dell'oro su quarzo venga mano a mano a mancare nel mentre che l'Evançon si allontana gradualmente da Brusson, a vantaggio dell'oro "sciolto"; nella zona " Ponti Romani " , che è più a valle, si trovano infatti già in parte pagliuzze.

Concludendo dico che a mio avviso é dura lavare l'oro nelle zone menzionate, ma la bella struttura dei campioni ripaga alla grande.

Ringrazio Zappetta Gialla (....) e saluto."

                                                                                                Mauro

     
     

Le foto gentilmente inviatemi   .........     e qualche mia nota aggiunta ( Z.G.) 

Queste immagini mostrano i ritrovamenti più significativi ottenuti durante le giornate di ricerca: sono state fortemente ingrandite per poterne apprezzare al meglio sia le pregevoli caratteristiche strutturali (che ha giustamente subito riconosciuto in un paio di campioni il relatore di questa gita), sia le loro differenze. Qui a lato, la moneta "di paragone" serve invece a visualizzare le reali dimensioni del contesto. 

     

 

1.  Qui non bisogna lasciarsi ingannare dai colori per due motivi: A) Non di rado l'oro che si trova nei torrenti o nelle discariche minerarie risulta opaco per le percosse subite, oppure sbiadito per l'inclusione di particelle d'altre sostanze varie avvenuta per semplice pressione (l'oro è infatti tenero, duttile, ecc.). B) Il tipo d'illuminazione usato per visualizzarlo influisce parecchio, tant'è che in altra pagina del Sito accenno ad alcuni consigli per quando lo si cerca in miniera, cioè sulle lampade da usarsi o da non usarsi affinché l'oro risulti alla nostra vista con chiarezza, distinguendosi senza dubbi da minerali che potrebbero inizialmente ingannare, tipo la Pirite o la Mica, e in questa fotografia probabilmente concorrono entrambi gli elementi citati. Detto questo, per quando si trovano cose che sembrano oro, ma non si è convinti, ci sono nel Sito queste altre mie pagine da consultare.

 
 
 
   
   

2 (un lato). Come si può notare, il metallo è qui "schiacciato" e arrotondato dagli agenti fisici: esteticamente è il tipo di oro più frequente che si può trovare (quando si riesce a trovarlo ...) sia nella discarica in questione sia nel torrente.

     
     

2 (altro lato). Lo stesso sasso e naturalmente la stessa situazione di cui sopra: questa immagine mostra chiaramente che l'oro nativo proviene come di norma dall'interno del quarzo, per cui, se il campione distaccato non è enorme lo passa spesso da parte a parte, come in questo caso.

     
     

2. L'esemplare di cui sopra è stato qui infine "acidato" per mettere in risalto il più possibile l'oro che il quarzo conteneva e del quale prima altrimenti potevamo vedere solo le parti di affioramento. Vedi, se vuoi, pagina sugli acidi

     
     

2. Idem, altro lato.

     
     
3. Si direbbe oro cristallizzato dendritico.

 

 

Se vuoi, vedi la pagina dedicata ai "tipi" di oro che si possono trovare lavando.

 

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Indicazioni stradali con Google

Puoi collaborare inviando materiale generico o resoconti di esperienze personali: le schede riporteranno il tuo nome  (vedi qualche esempio).

Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.