Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Canaletta Caledonian

 

 

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Pagina a cura di Giorgio Bogni.

 

 

 

Canaletta per il lavaggio delle sabbie e la ricerca aurifera caledonian.

 

Consigli di utilizzo e buone regole comportamentali

 a cura di Bogni Dott. Giorgio

 

 

Queste canalette per la ricerca aurifera sono studiate e progettate secondo i principi delle canalette “classiche” all’italiana – ovvero con i tipici gradini che fungono da trappola per la frazione pesante e un bel "tappetino millerighe" nella parte iniziale che aiuta subito a capire se il materiale che stiamo lavorando ha delle potenzialità!
Il profilo dei gradini è studiato appositamente per agevolare l’ingresso della frazione pesante nella parte più profonda e allo stesso tempo offrire al materiale difficoltà di uscita dalla "cava" dove rimane intrappolato. Per ottimizzare il funzionamento della canaletta è buona pratica passare con una carta vetrata fine (200) le parti lisce della stessa in modo da rendere la superficie più scabrosa e quindi offrire un maggiore grip al materiale che pian piano scorre sul fondo e ridurre al minimo i rischi di perdita di materiale utile.
Questa canaletta è realizzata con una plastica resistente agli urti, al calore e al freddo. Tuttavia gli eccessi potrebbero mettere a dura prova il materiale; quindi, una volta messa in acqua cercate di bloccarla nella cavità che avete realizzato per posizionarla, usando alcune pietre: una pietra su ogni parte superiore delle due sponde della canaletta eviterà al massimo eventuali movimenti non voluti. La pendenza potrebbe essere ben regolata con dei ciottoli posti in coda e sotto alla canaletta. Fate in modo di avere un buon flusso anche in uscita e periodicamente liberate lo scarico di valle.
Personalmente consiglio di alimentare la canaletta con materiale setacciato usando una maglia inferiore al centimetro, visto che nei fiumi e torrenti italiani è molto improbabile la presenza di pepite di maggiori dimensioni, quindi è meglio setacciare il materiale accanto al punto di scavo e trasportare al punto dove la canaletta è posizionata solo la componente fine (e utile). Caricare il materiale nella parte del millerighe con una sessola (palottino) di plastica seguendo la direzione della corrente (da monte verso valle) avendo cura di bagnarlo bene prima di metterlo al lavaggio finale. Con delicati movimenti da un lato all’altro lasciate scendere delicatamente la sabbia nella canaletta; questa sabbia man mano verrà trascinata verso valle dalla corrente. Regolate il carico del materiale in funzione della corrente, ovvero evitate che si formi un grosso mucchio di materiale fermo nella canaletta: se questo si verificasse modificate la pendenza o cercate di aumentare il flusso. La canaletta funziona egregiamente con uno spessore di acqua tra 1,2 e 2 cm e una pendenza tra i 10 e i 15 gradi.
Curate che il flusso sia centrato e non troppo irruente. Il flusso è centrato quando le ondine che si generano dai bordi della canaletta formano una “V”; con il vertice in basso della “V” che dev’essere tra il secondo e il terzo gradino nella parte mediana della canaletta (vedi foto negli approfondimenti a lato). Per limitare l’irruenza della corrente, operate con delle pietre e magari con un telo di plastica (che recupererete a fine giornata) per creare una diga e una zona di rialzo del livello dell’acqua, la vostra canaletta sarà il canale di scarico di questo piccolo bacino artificiale.

Collocatela perfettamente in piano e con la giusta pendenza verso valle; meglio la collocherete meglio funzionerà.

 


Attenzione: se un ciottolo più grosso dovesse rimanere tra i solchi NON LEVATELO CON LE DITA, usate un bastoncino o un pezzetto di filo di ferro. Meno alterate il flusso della corrente nei gradini-trappola, più oro troverete a fine giornata.
I gradini-trappola si riempiranno subito di materiale, e man mano che alimenterete la vostra canaletta e il materiale più pesante andrà man mano a sostituire la frazione leggera e noterete che, se state lavorando nel posto giusto, nelle prime trappole si fermeranno granati e magnetite in abbondanza, nel millerighe si fermeranno le prime pagliuzze gialle di oro e - nei primi solchi, se il posto è davvero buono - cominceranno anche lì ad apparire le pagliuzze di oro dopo alcuni secchi di materiale setacciato.
Quando vorrete recuperare il frutto del vostro lavoro, togliete la canaletta dall’acqua.
Preparate il posto dove posizionarvi, al sicuro con a disposizione un secchio e una batea, e un palottino che sarà utile per aiutarvi a lavare la canaletta. Consiglio di separare in diverse frazioni il concentrato del vostro lavoro.
Gli ultimi gradini della canaletta sono la coda, dove difficilmente dovrebbero esserci pagliuzze di oro, e se invece ve ne trovate, queste sono sono le cosiddette "vele": magari avete disturbato il flusso e qualche pagliuzza stava sfuggendo ai primi gradini… oppure ne avete trovato davvero molto.
Sollevate la vostra canaletta e inclinatela di lato con lo scarico in una batea. Con il palotto mandate acqua a lavare e a far scendere il concentrato nelle batea (come ad es. mostrato qui). Questa parte potete lavarla e controllare subito o magari metterla in un barattolo e pulirla in un momento successivo; come detto sopra, questa parte dovrebbe essere la meno ricca.
Nei primi gradini e nel tratto di millerighe ci sarà la maggior parte del vostro tesoro: Se volete verificare subito sul fiume il frutto del vostro lavoro fate scendere queste parti nella vostra batea delicatamente con l’acqua (usando il palotto) e vedrete che se le azioni preliminari sono state seguite accuratamente e avete scelto un posto giusto presso cui scavare, avrete soddisfazione.

Per quanto riguarda il millerighe mi permetto di sconsigliare di aspirarlo con il ciucciotto a canalina in acqua, in quanto le variazioni del flusso potrebbero far sfuggire qualche pagliuzza. Potreste ovviare a questo rischio ponendo a valle della canaletta una batea per il recupero dell’eventuale materiale sfuggito.

A fine giornata ricordate sempre di risciacquare tutti gli strumenti, richiudere al meglio lo scavo che avete aperto e risistemare il normale alveo del fiume. Non abbandonate mai i vostri rifiuti.
La canaletta non “trova l’oro” ma concentra il materiale che voi gli fornite, quindi se non ci sarà oro alla fine della vostra giornata dovrete magari pensare a fare una più accurata scelta del luogo dove scavare.
Da una verifica effettuata durante una ricerca nel fiume Ticino, controllando il materiale in uscita dalla canaletta dopo averci versato 9 secchi di materiale setacciato con un contenuto di oro per secchio di 0,1 grammi, non abbiamo riscontrato tracce di oro sfuggito alla canaletta. Il successivo lavaggio ha però rilevato alcune grandi e leggere scaglie nei gradini della parte finale, confermando l’aspetto “ingannevole” delle "vele".
Buon divertimento e godetevi appieno i tesori del nostro ambiente naturale, rispettatelo e rispettate la gente che come voi vive il fiume.

 

                                                                                          Giorgio Bogni

 

 

NOTA DI Z.G. Chi ha scritto questo testo si è organizzato anche per venderle.

 

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

Tappetino millerighe

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