Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Descrizione di gita 3

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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BRUSSON: UNA DESCRIZIONE DI GITA ALLA MINIERA D'ORO.

 

PAGINA A CURA DI:

 

 Paolo e Luca (The Diggers'seltz) & Elena.

 

GITA A CHAMOUSIRA (VAL D’AYAS)

 

Fine ottobre 2008, una splendida calda giornata autunnale dal cielo terso. Siamo in 5: Elena, Mauro, Luca, Paolo e la nostra eccezionale “guida”: Zappetta Gialla!  Il programma è quello di risalire gli interni della miniera doro di Brusson (detta Ciamousira) dal basso partendo dall’ingresso Fenilliaz 7 per poi uscire da uno degli imbocchi alti. Il sentiero,  che si trova in una zona mista (boschi e radure), è piuttosto agevole e, nel suo complesso, abbastanza pianeggiante: ovviamente non prestiamo particolare  attenzione allo sviluppo del  percorso, presi come siamo nell’ascolto dei racconti e delle spiegazioni del nostro compagno di avventura. Dopo circa un quarto d’ora ci troviamo nel piazzale antistante l’ingresso della “7” che si apre subito dopo i resti di una cabina elettrica. Molto bella la vista che si gode sulla valle e quella, decisamente imponente, della verticale parete di roccia (alle nostre spalle) che contiene la miniera.

Entriamo senza indossare gli stivali poiché la miniera è piuttosto asciutta: infatti durante tutta la nostra visita non incontriamo formazioni di stalattiti e stalagmiti, né le tipiche concrezioni multicolori di parete che si trovano solitamente dove c’è presenza di altri minerali (ad es. ferro, argento, rame, piombo, zinco, ecc.). La galleria, ad andamento rettilineo, non è altissima ma comunque abbastanza agevole: la roccia è di color nocciola ed è interessante e affascinante seguire il taglio del filone quarzifero che divide nettamente in due la  parete. Ogni tanto, nel quarzo, si possono vedere piccoli  cristalli e“piritine”  che brillano alla luce delle nostre torce.

 

brusson miniera d'oro, FOTO DI PROPRIETA' PAOLO & LUCA

 

La rimonta che porta al liv. 6: sulla destra si riconosce il filone Fenilliaz.

 

Sulla destra prendiamo la rimonta (foto qui sopra) che ci conduce al livello 6: il percorso è ovviamente ripido, ma alcuni “gradini” in legno e qualche chiodo in ferro ben posizionato aiutano la risalita. La galleria DELLA “6” è molto simile alla precedente, ma più sconnessa: c’è molto pietrame in terra, qualcuno ci sta lavorando (nelle gallerie soprastanti sarà ancora più evidente) senza molta cura e con totale mancanza di rispetto per il sito e per chi lo vuole visitare. Dopo un primo tratto percorso accucciati si trova una cassa di legno abbandonata da cui sembra uscire (e anche la ricopre), diffondendosi sulle pietre vicine, una suggestiva grande soffice muffa bianca. Da questo punto in poi la rimonta che ci porta al livello 5 viene praticamente percorsa  quasi tutta strisciando per la quantità di materiale di scavo abbandonato: una faticaccia che ci provoca un po’ di rabbia e amarezza!

 

brusson miniera d'oro, FOTO DI PROPRIETA' PAOLO & LUCA

 

Uno degli ampi sbancamenti sopra al liv. 6, dove il filone di quarzo è stato praticamente asportato tutto, lasciando solo alcuni pilastri. Da qui in poi la risalita diventa alquanto disagevole.

 

Abbiamo bisogno di fare una piccola sosta ristoratrice, così, percorsa una porzione della “5” giungiamo all’aperto su una piccola piazzuola posta a sbalzo all’interno di uno stretto canalone che strapiomba sulla Val d’Ayas: una vista veramente mozzafiato! Una volta rientrati in galleria percorriamo un breve tragitto fino a prendere la rimonta che ci deve portare al livello 4: anche questa non è in buone condizioni, si deve procedere spesso accucciati e non si può evitare qualche piccola strisciatina. 

 

brusson miniera d'oro, FOTO DI PROPRIETA' PAOLO & LUCA

 

Paolo e relativo equipaggiamento fotografico "sbucano" finalmente da quel che resta  dell'oramai scomodissima rimonta della 6.

 

Ora Zappetta Gialla  ci propone di percorrere la “4” per raggiungere il travers banc che dovrebbe essere molto interessante e bello da vedere, ma poco prima di essere giunti a destinazione la via risulta essere bloccata da un recentissimo enorme cumulo di materiale di scavo. Siamo così costretti a tornare sui nostri passi per uscire nuovamente all’aperto. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una splendida vista della valle: la parete è completamente a picco e la piazzuola con il sentiero esterno che la collega al bosco retrostante strapiombano talmente sul vuoto da generare un minimo di apprensione a chi di noi soffre un po’ di vertigini.

Che fascino, però! Seguiamo il sentiero per andare a visitare gli accessi delle altre gallerie, la cui conformazione interna è simile a quelle già descritte, con le pareti di roccia tagliate dalla bianca fascia quarzifera (cioè il filone). Passiamo così davanti all’ingresso della “1”, della “2” e della “3”, e poco sotto a quest'ultima c'è il vicino accesso della Speranza 1, ove facciamo una breve sosta nel piccolo piazzale antistante, e poi, ripreso il bosco, andiamo  verso la Speranza n°2, nei cui pressi, all'esterno, si trova ancora il vecchissimo compressore che con tutte le sue parti arrugginite è una vera pacchia per noi fotografi. Una rapida visita all’interno della galleria ci evidenzia subito come anche questa zona sia oggetto di recenti scavi forse (ma a volte l’apparenza inganna!) condotti in modo un po’ più rispettoso. C’è ancora il tempo per giungere in cima e vedere l’ingresso del fornello della 3, poi si prende la strada del ritorno scendendo nel bosco lungo il ripido ma bellissimo sentiero. Si è trattato di una di quelle giornate che si ricordano, trascorsa e vissuta col piacere di poter condividere insieme pensieri ed emozioni. Non capita spesso! Abbiamo avuto disagi, che ci sembra giusto rimarcare ancora, provocati da altri; ma forse, volendo vedere un aspetto positivo, l’essere stati costretti a strisciare ci ha permesso di avere come un contatto diretto col terreno, di venir quasi a far parte dell’ambiente circostante: ci ha fatto comunicare con lui, ce lo ha fatto “sentire”. Magia di uomo nella natura: eppure sono solo sassi….Grazie.

 

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