Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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canalette a quadratini

 

 

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Nota di Z.G. In questa pagina riporto un utile dialogo della mia pag. FB da parte di due cercatori d'oro (vedi riquadro e ne approfitto per ringraziarli di persona per avermi messo a disposizione il tutto) riguardante dettagli e loro punti di vista su come "strutturare" al

 A cura di Alessio Maietti e A. Sgargetta,

 

meglio la tradizionale (*) canaletta o canalina, attrezzo praticamente indispensabile per poter "trattare" molto materiale senza complicarsi la vita. Il dialogo è sintetico e ridotto all'essenziale (il che non significa privo di sostanza), e comunque le foto allegate "si spiegano" benissimo anche da sole.

 

*Anzi, come vedrete, qui non si parla della canaletta nella sua versione tradizionale, quella cioè con i lunghi solchi trasversali.

 

A. Maietti. Eccola, realizzata da me, ovviamente l'ho costruita per provare questo hobby senza spendere troppi soldi: poi vedrò, domani la provo nel Serchio. P.S. Potete anche ridere del mio progetto, non mi offendo e buona serata a tutti.

 

                                      Foto proprietà Alessio Maietti

 

Ale Sgargetta. Non ce niente da ridere, è bella, ma secondo me il primo pezzo di quadratini non serve; però un bel progetto da provare.

 

Ale Sgargetta. Falla più o meno così (vedi scivolo e poi quadretti):

 

 

Qui lo scivolo dove si versa il materiale

è col tappetino "millerighe"

 

 

 

 

Qui lo scivolo dove si versa il materiale

 è senza il tappetino "millerighe".

 

 

NOTA DI Z.G. Questa tipologia di canalette, sul cui fondo viene in seguito incastonato una sorta di tappetino costituito da vari incavi, celle quadrate o rettangolari che hanno lo scopo ovvio di trattenere e imprigionare il materiale pesante che passandovi sopra tende necessariamente a depositarvisi (nel nostro caso appunto l'oro), oggigiorno è in materiale sintetico, plastica e suoi derivati, quindi facile da applicare, anche se per procurarselo, fortuna a parte tipo presso alcuni ferramenta, a volte bisogna ingegnarsi un po' (ad es. ritagliando comuni zerbini con quella configurazione o qualsiasi profilato adatto allo scopo). Una volta, invece ( ... perché non è una pratica recente) si era costretti ad arrangiarsi con del materiale metallico; questo soprattutto nei tempi e nei posti in cui si trattavano velocemente enormi quantità di materiale e a tal proposito si cercava quindi di realizzare la grata sopradescritta con quel di cui si disponeva: vedi ad es. questa foto nei suoi dettagli, pur considerando che lì tecnicamente si agiva in modo non identico al nostro consueto.

Di queste ultime, cioè i precursori in metallo, personalmente ne ho viste utilizzare qualcuna anche in tempi odierni e mi sono presto reso conto che in quei casi (attenzione, non nei nostri) era indispensabile che la struttura fosse robustissima perché altrimenti si sarebbe logorata in breve, cosa che non succede con le nostre in plastica svolgendo la classica attività amatoriale sui fiumi e torrenti.

Ne ho anche usato un paio più o meno come quelle delle foto qui sopra, ma nel mio caso la struttura era costituita da una griglia , anch'essa a quadretti, ma di metallo e, essendo "forata da parte a parte", al termine della giornata, con opportune precauzioni e piccoli accorgimenti all'asciutto, sollevavo un pochino la grata per far poi scivolare tutto il contenuto in una piccola bacinella, aiutandomi con un poco d'acqua; questo però lo scrivo a puro titolo indicativo perché a seconda del materiale usato per la "quadrettatura" (rigido o meno, estraibile dalla struttura o no ecc.) e delle situazioni personali, ognuno si comporti come meglio crede.

Infine un appunto informativo sul tappetino "millerighe" (io l'ho sempre chiamato così, non so voi) posizionato nella parte sup. delle canalette in generale, dove si versa il materiale da trattare. Taluni lo usano ed altri no: sostanzialmente serve a poter visualizzare il soffermarsi occasionale di punteggiature più o meno grosse di oro che andranno poi comunque a depositarsi negli incavi veri e propri dell'attrezzo, e permette in tal  modo di cercare di farsi un'idea della "ricchezza" del posto in cui si sta agendo.

 

 

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