Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Canaletta ristretta

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Una pagina a cura di Francesco Di Maria: lo ringrazio per i suoi vari gentili aiuti al sito.

 
 

In questa scheda   Francesco descrive una nuova particolare canaletta per oro che si è auto-costruito nell'autunno del 2010. Osservando l'immagine, la cosa che colpisce sin da subito (oltre alla pregevole cura nella rifinitura della medesima) risiede nelle sue contenutissime dimensioni: si tratta infatti di una canaletta particolarmente indicata per cercare oro nei torrenti di montagna in cui spesso non c'è molto spazio a disposizione per il piazzamento di attrezzi vari.

L'oggetto in questione presenta inoltre nella sua struttura una caratteristica che finora non avevo ancora riscontrato sulle altre canalette: si tratta dei cosiddetti rigolini (vedi nel testo della mail) che, stando al costruttore, migliorerebbero il funzionamento dell'utensile.

Premesso questo, per quanto riguarda la descrizione e le misure specifiche del contesto riporto qui a seguire la parte sostanzialmente utile della stessa e-mail cui era allegata la foto.

"... nella foto che le ho allegato c'è la nuova canaletta che ho costruito nel tempo libero: è lunga appena 45 cm. e larga 12 cm. e, come può vedere nella foto, nella parte in basso (cioè la zona che lava) è diversa dalle solite canalette in quanto gli scalini non vanno subito ad attaccarsi ai lati ma ad una specie di rigolino che funge da spessore, largo circa 6 millimetri; ciò e molto utile per l'acqua affinché lavori bene nei rettangoli neri dove si deposita il materiale più pesante : l'acqua infatti, passando crea dei " riccioli", distanti circa 2 cm. da dove si deposita l'oro, che lavorano perfettamente lungo l'intero scalino senza spostare la magnetite tutta a destra o tutta a sinistra. Inoltre, quando si ha finito di lavorare e si deve togliere la canaletta dall'acqua, solitamente il materiale tende a spostarsi verso la direzione della corrente, mentre in questo caso, prendendo l'attrezzo a valle e sollevandolo, il materiale rimane fermo e immobile e l'acqua scorre senza portar con se nessuna scaglia di oro o magnetite, come a volte può capitare. Le misure utili alla realizzazione del contesto sono: lunghezza e larghezza in cui mettere il materiale 20x9 cm. / "fosse" dove si depositerà il "pesante" cm.7,5 x 4 /  scalini in rilievo 7.5x2.5 cm. (tutti) e con spessore di 0.8 cm. (8 millimetri)".

CANALETTA PER CERCARE ORO NEI TORRENTELLI

 

NOTA DI: Rigoli a parte, personalmente usai per parecchio tempo un simile attrezzo (tra l'altro realizzato dall'amico Ugo Magnani)  nell'ambito di ricerche in piccolissimi torrentelli (diciamo pure ruscelli) di montagna che non consentono "fisicamente" l'utilizzo delle classiche canalette più grosse, e devo dire che rimasi molto soddisfatto dal contesto, non solo per l'indiscutibile praticità che si ha nel posizionarla in spazi angusti, ma anche e soprattutto perché constatai che agendo con "giusta misura" essa svolgeva a dovere il suo compito e con perdite in linea di massima irrilevanti; per cercare di quantificare pur in modo empirico dette possibili perdite, laddove potevo facevo in modo che l'acqua uscente dalla canaletta creasse una cascatella alta un paio di spanne ai cui piedi posizionavo un secchio od una batea in cui cascasse il presunto materiale sterile di uscita e di tanto in tanto (appunto in qualità di test) lavavo anche quello, ma come già detto non vi trovai quasi mai nulla di meritevole.

 

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Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.