Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Descrizione di gita 2

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Una piacevole e soprattutto utile descrizione di gita effettuata alla Speranza 2 della miniera Chamusira (Val d'Ayas), che l'amico Erik ha preparato per il Sito.

 
 

   

A cura di Erik Fabbro.

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

Il 21 agosto 2012, io e il mio compagno di ricerche, Marco, partiamo" destinazione Brusson", con l'ovvia intenzione di cercare l'oro, ma anche con l'idea di trascorrere due giorni in montagna, giusto per non avere la sola motivazione "aurifera" e magari tornare poi a casa delusi e a mani vuote.

Arrivati lì verso le ore 10:30 ci fermiamo davanti alla Casa Alpina la Ciamusira per dare un occhiata alla montagna con relativa discarica e anche ai vicini torrenti Evancon e Messuere; facciamo un paio di foto e una volta visto lo spettacolo tanto atteso ripartiamo per andare verso il campeggio nel vicino paese di Extrepieraz, dove piazziamo la tenda e mangiamo un boccone per poi tornare subito a fare un giro sul pietrame della discarica.

INIZIO DEL SENTIERO.Dopo che abbiamo parcheggiato la macchina ci incamminiamo per il sentiero che porta alla suddetta discarica: il materiale che vi troviamo è tantissimo, per la maggior parte sterile e iniziamo a perlustrarla in lungo e in largo per cercare della quarzite da poter spaccare con la mazzetta nella speranza di veder brillare un puntino d'oro.

Un paio d'ore di ricerca, ma di oro purtroppo non ne abbiamo trovato: in compenso ci siamo portati via delle belle druse di quarzo e qualche cristallo singolo che si è staccato dalla matrice.

A questo punto, visto che il Messuere è secco proviamo a scendere sull' Evancon con l'attrezzatura da fiume e iniziamo a scavare tra i massi: passiamo il resto della giornata a lavare sabbia e con immenso piacere mi sono rimaste sul fondo del piatto due piccolissime pagliuzze.

Si sta facendo sera, quindi prendiamo armi e bagagli e torniamo in campeggio per cenare e poi fare una meritata dormita.

Il giorno seguente, sveglia alle ore 8:00, facciamo colazione e poi partiamo in direzione la Croix, piccolo paese al di sopra di Brusson da dove parte il sentiero che porta alle miniere.

Il sentiero è ben indicato, pulito, e in circa mezz'ora (se non ci fossimo fermati a fare foto durante il tragitto avremmo raggiunto il posto in minor tempo) di cammino tra i boschi troviamo il vecchio compressore; pochi altri metri e ci troviamo davanti all' ingresso della Speranza 2 dove già si vedono tracce di recenti lavori sin dall'esterno.

 

 

DAVANTI ALLA SPERANZA 2.

 

 

Uno sguardo d'intesa, accendiamo le pile, entriamo in galleria e devo dire che sono rimasto stupito da quest'ultima perché me la immaginavo decisamente più piccola, mentre invece ci si sta agevolmente in piedi e ci si può muovere con disinvoltura.

Si vede benissimo il filone di quarzo inclinato a 45 gradi sulla destra, potente una trentina di centimetri, che corre lungo "tutta" la galleria: dico tutta tra virgolette perché dopo pochi metri dall' ingresso troviamo il pozzo che collega la Speranza 2 con la Speranza 1 (foto qui a seguire) e non fidandoci delle travi di legno messe sopra ad esso decidiamo di fermarci li.

I PRIMI METRI E L'ASSE CHE COPRE IL POZZO.Prendiamo alcuni pezzi di quarzo lungo il filone e li portiamo fuori per procedere come avevamo fatto in discarica: martelli in mano cominciamo a frantumare la quarzite, ogni tanto sento Marco che mi dice " E' pirite questa vero?" e io puntualmente gli rispondo "se trovi l'oro te ne accorgi da solo". Di pirite in alcuni frammenti ne troviamo una quantità incredibile, sia cristallizzata in cubi sia come inclusione insieme alla limonite nelle carie del quarzo, ma dell' oro, almeno per il momento, nessuna traccia.

Continuiamo con l'opera e ad un certo punto sento: "questa però non è pirite vero?". Sentendo il tono di Marco gli rispondo già con un bel "no non è pirite!!!" e infatti si poteva notare su uno spigolo della matrice una piccola lamina d'oro, gialla come il sole e luminosissima; contenti come non mai continuiamo a tritare quarzite per un po', ma altre sorprese non ne abbiamo avute.

 

Si sta nuovamente facendo sera e a questo punto torniamo felici in tenda.
Il risultato finale dei due giorni trascorsi a Brusson sono: un pezzettino di oro su quarzo (foto negli approfondimenti a lato pagina), due piccole pagliuzze, molta fatica, ma anche tanta esperienza in più per la prossima volta che andremo a farci due meritati giorni di "riposo" nella magnifica Val d'Ayas.

 

                                                                                          Erik Fabbro