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Val d'Ayas documenti minerari sabaudi

 

 

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Pagina che riporta note dei documenti sabaudi riguardanti la Valle d'Ayas in generale. Nota Bene, eventuali altre disponibili note analoghe che si riferiscono però ad argomenti o località minerarie che già presenziano nel sito con una propria scheda, sono invece posizionate in dette pagine: qui ho infatti riportato solamente gli appunti che non hanno trovato altra collocazione più conforme. 

 

NOTE STORICHE DA DOCUMENTI MINERARI ANTICHI.  1518: concessione di Carlo II al conte di Challant per scavare vene di oro e altri minerali nella valle di Challand, da Verres in su, ed a Issogne, per 6 anni e a condizione che paghi le decime alle finanze. 1520: concessione perpetua ad A. Guil e G. Dagloz per le miniere esistenti nelle valli di Challant. 1725: concessione del conte di Challant, per miniere di rame presso Ayas. 1726: lettera del capitano Mulhan al conte di Challant, con un campione d'argento ottenuto dalle miniere Arbaz e Pesan, con conti per l'estrazione. 1726: concessione del conte di Challant, ai Flandin di Aosta, di tutte le miniere note o da scoprire, nei suoi possedimenti di Challand, Graine, Verres ecc. Prima del 1729: avendo saputo della scoperta di una miniera d'oro nella montagna di Pousset, verso Arbaz, e dell'inizio dei lavori per conto di S.M., il conte di Challant ricorre al re per essere mantenuto nei suoi diritti. 1749: Jean Babtiste Thiebat è condannato per aver venduto oro di pesca dell'Evancon invece di consegnarlo al conte, come da convenzione del 1748. 1753: da una relazione di quell'anno (Robilant) si evince che a Challand i minatori, la domenica, ricevevano paga doppia e che la giornata ordinaria era invece di 15,4 soldi. In quel periodo l'amministrazione era affidata a Ponzio. 1753: progetto del modo col quale potranno intraprendersi e coltivarsi le fodine dell'oro e dell'argento della Valle di Challant, di Nicolis de Robilant, il quale consiglia di dare attenzione al filone Bouchey, dove si trovò oro nativo, ed iniziare scavi nelle località Ghillata, Torrette, Borne d'Oreno, Via Beccia. 1754: istruzioni di Nicolis de Robilant al tenente Ponzio, con le condizioni da osservarsi per la raccolta dell'oro nel torrente di Challant (Evancon). 1756: é di quell'anno una carta topografica dei comuni di Challand ed Emarese, colle miniere, loro gallerie e filoni. 1758: assaggi fatti dal maggiore Ronzini da sabbie dell'Evancon: once 19,10; titolo dell’oro K. 21,12. 1758: altre analisi del maggiore Ronzini su oro da lavature dell'Evancon (prodotte 6 once d’oro, con titolo K. 21,11.   1768: concessione accordata a Gio Enrico Mandina e Francesco Manzone per la pesca dell'oro nell'Evancon, con permesso di costruire un canale per la deviazione delle acque, a patto di vendere tutto l'oro alla Zecca. In seguito i concessionari dichiareranno di non aver ricavato prodotti utili da quest'attività. 1770, 18 Luglio: licenza a Gaspare Giuseppe De Riva per la raccolta dell'oro nel fiume Evancon, al sito di Brisecon, per un anno, nella zone abbandonate da Manzone e Mandina e alle stesse condizioni, con facoltà di utlilzzare il canale da loro scavato (nota: altri doc. dimostrano l'esistenza di detta canalizzazione) e prestito di L. 3000 per iniziare i lavori, de restituirsi con il primo oro prodotto; tutto l’oro dovrà essere venduto alla Zecca e De Riva avrà diritto ad un ricavo massimo di L. 10.000 per il suo lavoro, oppure la quinta parte del valore, sulla quale dovrà pagare la decima, il resto dovrà essere consegnato elle Finanze e, anche se i suoi introiti saranno inferiori a Lire 10.000, dovrà comunque versare Lore 1000. 1772: parere del Procuratore Generale sull'indennizzo chiesto da Gio Enrico Mondina e Francesco Manzone per le spese da essi fatte senza profitto nelle arene aurifere del torrente Evancon in regione Brise, territorio di Challand (vedi sopra). 1775: è di quell'anno il Catalogo della collezione dei minerali e fossili dei Regi Stati componenti la raccolta mandata da S.M. a don Luigi Infante di Spagna e tra il cui elenco compare: "oro e granati delle sabbie dell’Evancon"... "pezzo d’oro nativo in forma lamellare cellulare, solcato e ricoperto d’ocra, incontrato ne dirupi d’una discarica di massi nei monti di Challand al posto detto Barmacciandi". 1775: concessione (del conte Francois Maurice) a Joseph Deriva per la pesca dell'oro nel territorio di Challant, mediante la consegna di una dozzina e mezza di pernici all'anno. 1776: permesso dello stesso conte di cui sopra, al nobile Jean Martin Denabian, di Verres, per poter affittare la pesca dell'oro nell'Evancon, dal 1777 ed al prezzo che riterrà opportuno. 1854: licenza alla società L'Esploratrice, per miniera di rame in regione Arbaz, comuni di Challand st Anselme e Brusson.

 

A cura di G. Pipino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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