Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Un mio racconto

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Quello che segue è un mio racconto che descrive un periodo molto bello (diciamo pure il migliore) della mia attività di cercatore d'oro. N.B. Con alcune lievissime modifiche al testo dettate più che altro da motivi tecnici, ho inviato questo articolo anche al Sito viveregreen.com su richiesta del medesimo, dando così al suo gestore il permesso di utilizzarlo nel proprio spazio web.

 

Fu un'estate meravigliosa, anzi a dire il vero si trattò di due o tre estati consecutive una più bella dell'altra perché avevo trovato in Ugo, persona più che corretta e generosa, il compagno ideale per le ricerche. Eravamo affiatatissimi, tant’è che dal giorno in cui ci conoscemmo decise con mio grande piacere di venire a trascorre le vacanze estive al mio paese di modo che avremmo potuto agire e cercare insieme l'oro nei corsi d'acqua locali. A complemento necessario (ma tutt'altro che scontato) di tutto questo vi fu il fatto che la buona sorte ci fece individuare sin dai primi giorni un andito assai ricco del torrente prescelto.

Naturalmente in questa attività ci si può divertire anche trovando poco o nulla, ma quando convergono contemporaneamente i fattori di cui sopra tutto diventa più facile, gioioso e gratificante sia moralmente che materialmente, e quando sopraggiungevano momenti per così dire difficili o poco promettenti per la ricerca, ci stimolavamo dandoci forza e incoraggiamento reciproci.

 

 

Quante volte abbiamo anche mangiato insieme (qui a sin. Ugo e a destra il sottoscritto), condividendo un altro nostro grande "interesse", ... cene a base di birra, succulente fiorentine e per contorno...discorsi sull'oro.

 

Ogni mattino ci recavamo sul posto armati non solo di armi e bagagli come si suol dire, ma anche di una carica interiore che ci accompagnava per tutta la giornata che avremmo trascorso coi "piedi a mollo", e questo appunto perché avevamo ben capito di trovarci in un contesto molto fortunato tutt'altro che frequente. A forza di scavare e spostare sassi il "nostro buco" iniziale era nel frattempo diventato decisamente ampio, profondo (con preoccupanti, pericolosi enormi massi oramai in bilico sui suoi bordi) e anche se con un piccoli artifizi eravamo riusciti ad isolarlo dalla poca acqua torrentizia presente, parte di essa continuava inevitabilmente a filtrarvi tendendo a creare così una grossa pozza, quindi avevamo rimediato immergendovi semplicemente un tubo di gomma che col sistema dei vasi comunicanti (come quando s'imbottiglia il vino) lavorava per noi mantenendocelo abbastanza sgombro ed agibile; di tanto in tanto aiutavamo inoltre questo processo buttando fuori a secchiate l'acqua in eccesso e questo non solo per poter continuare a scavare, ma anche perché ritenevamo importantissimo che i fianchi del buco rimanessero sempre puliti e ben visibili in considerazione del fatto che già durante lo scavo si rivelavano di tanto in tanto gialle piacevoli sorprese. Queste infatti le trovavamo non solo nella tradizionale canaletta che avevamo piazzato per separare, usando la corrente dell'acqua come si è soliti fare, le cose leggere (cioè la sabbia e lo sterile) da quelle pesanti (ferro, oro, ecc.), ma nei momenti migliori anche "semplicemente" a vista durante il prelievo del materiale e talvolta pure sulla pala stessa ... belle, luccicanti perché ancora bagnate e la migliore di queste capitò ad Ugo che la colse direttamente dal setaccio perché troppo grossa per passare oltre la sua griglia.

A mezzogiorno ci sistemavamo su un grosso macigno piatto del torrente e mangiavamo, bevevamo le birre tenute al fresco nell'acqua, discorrevamo sull'andamento della giornata e di come avremmo agito nel pomeriggio; ricordo (e non lo dimenticherò mai) che il nostro motto di quel periodo era "Sole caldo sulle spalle abbronzate" e amavamo ripeterlo sovente ad alta voce.

Va qui precisata una cosa e cioè che la quantità d'oro che si può trovare nei torrenti italiani, anche se in singole sporadiche occasioni può rendere molto, oggigiorno nell'insieme non può certo pagare quanto un qualsiasi lavoro classico, e che quindi "gioie e dolori" di quest'attività non sono quasi mai legate al valore economico di quel che si sta cercando (anche se la speranza del famoso colpo grosso rimane sempre), bensì alla soddisfazione di riuscire a trovare di persona, poco o tanto che sia, quello che per antonomasia è il simbolo della ricchezza.

Dunque si tratta  "solo" più di passione, di hobby ecc. e questo comunque non è poco, perché a mio avviso quella della quale stiamo parlando è un'attività molto bella, che richiede capacità sia per quanto riguarda l'individuazione dei posti validi sia nel sapersi destreggiare al meglio con i pochi attrezzi necessari; consente inoltre di trascorrere giornate all'aperto (quando non si va in miniera ovviamente) e a contatto con la natura, per non parlare poi del fatto che le località presso le quali agire si possono scegliere personalmente ed infine che il tutto può essere applicato sia individualmente che in compagnia.

Tornando alle mie avventure, come già detto la vicenda si sviluppò per più stagioni a seguire e quando infine decidemmo di smettere non fu tanto per il diminuire di quel che trovavamo, visto che nel frattempo avevamo necessariamente cambiato e sfruttato altri posti utili, ma piuttosto il sopraggiungere di una certa carenza d'entusiasmo probabilmente data dal fatto (ripensandoci oggi) che in fin dei conti ...  non si può trascorrere la vita facendo sempre e solo la stessa cosa e nello stesso modo, quindi personalmente tornai a dedicarmi alle miniere, mentre il mio amico tra altri vari interessi riprese occasionalmente anche una sua vecchia passione, la ricerca col metaldetector.

A cose concluse mi sembrava però che sostanzialmente, oltre ai pur bellissimi ricordi, non mi rimanesse in mano niente perché quel che si trova finisce poi sempre in qualche recondito cassetto fuori portata (anche per via di possibili furti) ed allora decisi di far fondere una parte di quell'oro da un artigiano orafo, il quale realizzò in tal modo una collana per mia moglie, con tanto di ciondolo costituito da un campione di quarzo con oro sulla sua estremità inferiore.

Ne è passato di tempo da quelle stagioni, molte altre cose sono poi successe da allora, come altrettante erano già successe prima, ma mi rendo conto adesso che quello fu senz'altro il periodo per me più sereno e gratificante riguardo le mie ricerche aurifere: grazie Ugo per l'amicizia che mi hai regalato e per le bellissime giornate trascorse insieme ... col sole caldo sulle spalle abbronzate.

 

 

 

 

 

 

 

 

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