Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

Vai Home page   Vai al Sommario

 

 

E' un Sito sull'oro con centinaia di pagine utili alle vostre ricerche e dispone anche di Facebook per dialogare ecc. Per la Posta in generale: ho sostituito la mia precedente pagina Facebook (si può ancora consultarla, ma non più scriverci) con una nuova in formato Gruppo, la cui iscrizione è assolutamente gratis e dove potrete inserire domande o argomenti aggiungendo vostri "post", oppure rispondere e dialogare in quelli di altri già presenti.

Per la Posta particolare, invece, cioè dialoghi privati ed esclusivi con giornalisti, enti, collaboratori scrivetemi qui

IMPORTANTE: se nel vostro schermo la tabella centrale, testi ed altro li vedete troppo piccoli potete ingrandire tenendo premuto il tasto Ctrl e cliccando su + o -

 

Inizio e fine d'un sogno

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

Questa è una pagina a cura di Stefano Mainas.

                                     Furtei, cantiere di coltivazione mineraria Is Concas.

Sardegna miniere d'oro, il cantiere Is Congas a Furtei

                                                              foto di proprietà Mainas Stefano.

L’ ELDORADO SARDO (inizio e fine di un sogno): veniva indicata in questo modo l’avventura aurifera in Sardegna, mentre i quotidiani del periodo e le popolazioni locali (sindaci in testa) storcevano il naso, confidando in un ripensamento della Regione Sardegna e proponendo l’ambiente, l’agricoltura ed il turismo, quali soluzioni ai molteplici problemi derivanti dalla pressante disoccupazione e diffusa povertà che gravavano (e continuano a gravare) nella nostra martoriata e bellissima Isola..

FURTEI ED IL “PROGETTO ORO”. L’attività estrattiva in Sardegna ha origini remote: la storia, la cultura e per un lungo periodo anche l’economia, traevano impulso e vitalità da questa realtà produttiva. L’ossidiana del Monte Arci, l’argento, il piombo e lo zinco dei giacimenti dell’Iglesiente e del distretto Guspinese-Arburese, il rame di Funtana Raminosa, assieme a tanti altri materiali estratti nell'’Isola, hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo industriale della nostra Sardegna e, per molti decenni, anche a quello della Penisola.

Alla fine degli anni 80, una campagna di studi eseguita dalla facoltà d’Ingegneria dell’Università di Cagliari, finalizzata alla scoperta di nuovi giacimenti metalliferi in Sardegna, individuava alcuni luoghi potenzialmente interessanti, tra i quali Furtei (nel Medio Campidano) e Osilo (in provincia di Sassari) i quali si distinguevano particolarmente per gli alti tenori in oro e metalli associati riscontrati durante le prime prospezioni geologiche.

Iniziava così l’attività esplorativa su larga scala, grazie alla costituzione (1988) di una joint venture tra la Progemisa (Prospezioni Geologiche Sarde), facente parte questa dell’Ente Minerario Sardo, e l’AGIP, attraverso la sua consociata SIM (Società Italiana Miniere), con sede a Monte Agruxau – Iglesias.

Nel 1992 l’AGIP comincia dunque il suo percorso che la porterà però in breve alla dismissione di tutto il settore minerario (Vedi SIM  Febb.1993).

A questo punto la Progemisa , caparbiamente, riusciva ad attirare l’attenzione di due società Australiane leaders nel mondo nella ricerca mineraria e dello sviluppo di attività estrattive di metalli preziosi, proseguendo in questo modo e con successo nell’esplorazione dei due siti.

                                                               foto di proprietà Mainas Stefano.

Furtei, stabilimento per il trattamento del minerale aurifero.

                                  Stabilimento a Furtei per il trattamento del materiale.

Si costituiva così, il 22-12-1993, la Sardinia Gold Mining S.p.A., società risultante dall'intesa tra la sarda Progemisa e le due compartecipi Australiane Mediterranean Golg Mines PTY Ltd (MGM) ed Euro Minino PTY Ltd (EM).

Le due società Australiane, entrambe facenti parte anche della Gold Mines of Sardinia Ltd (GMS), società per azioni con sede in Perth (Australia), concentravano le proprie attività in Sardegna, dando nuova linfa alle prospezioni geominerarie, riuscendo così, attraverso uno studio di fattibilità economica, ad avviare l’attività estrattiva nel sito di Furtei e nel Giugno del 1997 produssero, per fusione, il primo lingotto d’oro, alla presenza del Governatore dell’Isola, delle Autorità locali e dei dirigenti della SGM.

L’attività mineraria di Furtei è stata portata avanti tra tante speranze e mille difficoltà  fino al Dicembre 2008, producendo diverse tonnellate di oro, argento e rame, prima con la coltivazione della porzione del giacimento superficiale e dei suoi minerali ossidati (vedi brucioni) utilizzando il sistema di trattamento in lisciviazione, poi attraverso la realizzazione dell’impianto di flottazione necessario per il trattamento dei solfuri presenti nelle zone più basse delle aree interessate all’attività di scavo a cielo aperto (open cut).

Il progetto per la coltivazione in sottosuolo del giacimento a solfuri, presentato la prima volta nel 2002 e riproposto nel 2008, indispensabile per il futuro dell’attività mineraria, non ha però avuto fortuna; inoltre, sia il prezzo instabile dell’oro (prima), sia la crisi dei mercati azionari (poi) e la poca volontà nel credere più fermamente ad un progetto, ha purtroppo decretato la fine anticipata dell’ELDORADO SARDO. 

La miniera è ora (2009) in liquidazione, a giorni verrà definito l'accordo sulla Cassa Integrazione Ordinaria attraverso la firma del Curatore Fallimentare nominato dal Giudice Delegato del Tribunale di Cagliari.

Vedi Furtei dalla sua prima pagina.          Vedi Sardegna dalla sua prima pagina.

 

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

I primi comunicati
foto di una colata
il primo lingotto
il Calice d'Oro
articolo cassa integr.
Inquinam. ambientale 1
Inquinam. ambientale 2
Inquinam. ambientale 3

All contents copyright
© 2003--2023 VDA
All rights reserved.
No portion of this service may be reproduced in any form.

Posta in generale: ho sostituito la mia precedente pagina Facebook (si può ancora consultarla, ma non più scriverci) con una nuova in formato Gruppo, la cui iscrizione è assolutamente gratuita e dove potrete inserire domande o argomenti aggiungendo vostri "post", oppure rispondere e dialogare in quelli di altri già presenti. Posta particolare: per dialoghi privati (giornalisti, istituti ecc.) scrivetemi invece qui.

Indicazioni stradali con Google

Puoi collaborare inviando materiale generico o resoconti di esperienze personali: le schede riporteranno il tuo nome  (vedi qualche esempio).

Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.