Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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i suoi Libri

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

Il geologo - ricercatore Giuseppe Pipino (in diverse pagine dedicate).

 

Tra le molteplici pubblicazioni che il dott. Pipino ha rivolto alla ricerca dell'Oro, ne segnalo qui alcune a puro titolo di esempio: "Le Valli dell'Oro", "Oro, Miniere, Storia", "Oro del Biellese e le Aurifodine della Bessa", "Lo sfruttamento dei terrazzi auriferi nella Gallia Cisalpina; questi ed altri suoi libri (approfondimenti sulla destra) sono disponibili presso il Museo Storico Dell'Oro Italiano e inoltre si possono acquistare contattando l'autore stesso.

LE VALLI DELL'ORO [G. PIPINO]Le Valli dell'Oro, come già indica il sottotitolo è costituito da una "miscellanea di geologia, archeologia, storia dell'Ovadese e della bassa Val d'Orba". Le sue pagine sono ricche di preziose informazioni altrimenti difficilmente reperibili e che col tempo andrebbero sicuramente perse se qualcuno ogni tanto non si prendesse appunto l'impegno di riordinarle e stamparle, come in questo caso. Il libro inizia spiegando le motivazioni geologiche che hanno portato alla formazione del noto Gruppo di Voltri, con relativa descrizione dei suoi minerali attualmente rinvenibili e prosegue poi analizzando nel dettaglio la Val d'Orba, la bassa Val d'Orba, la Valle Stura e zone limitrofe, riportandone  le diverse vicende di storia mineraria che le hanno caratterizzate e che oggigiorno servono a noialtri per poter inquadrare correttamente il contesto e poterci così meglio orientare anche a livello di ricerche odierne e amatoriali. Non mancano infatti importanti appunti sulle risorse aurifere degli stessi corsi d'acqua che interessano la zona, illustrando anche per esteso i primi tentativi di "coltivazione" a livello industriale che li riguardarono ed i risultati (e riflessioni) che ne conseguirono. Ma non si parla solo dei fiumi principali, bensì anche di alcuni ruscelli che pur essendo di dimensioni assai ridotte si mostrarono (e si mostrano tuttora) assai ricchi in oro, quali ad es. il Rio Secco cui è stato dedicato, non a caso, un intero capitolo: infatti molti di questi piccoli rii sono oggigiorno oggetto di particolare attenzione da parte dei cercatori d'oro. Sostanzialmente il libro fornisce molte informazioni a carattere storico in cui un occhio attento può sicuramente riconoscere ed elaborare (per sfruttare al meglio) i diversi spunti di meditazione che offre. Il volume prosegue poi cambiando, ma solo parzialmente, argomento, orientandosi cioè sia sulla storia ovadese in generale (riportando in questo caso numerosi e antichi dati o documentazioni catastali di vario genere) sia sui ritrovamenti archeologici (con relative foto) che permisero di ricostruire gli eventi trascorsi.

Per una veloce idea degli argomenti trattati, riporto qui a seguire l'indice della parte geologica e mineraria (la parte archeologica e catastale l'ho invece omessa):

Aspetti geologici dell'Ovadese/50 anni fa il disastro della diga di Molare/Le manifestazioni piritoso-ciprifere di Ortiglieto e di Marciazza in Val d'Orba/Il parco Geologico delle Capanne di Marcarolo/Geologia e idrologia nella Piana dell'Orba/Ecologia e ricerche minerarie nelle Valli Stura e Orba/Georisorse storiche del territorio ovadese/Le antiche miniere d'oro dell'Ovadese/I Duchi di Mantova e le miniere d'oro dell'Ovadese/L'oro della Valle Stura e la sua storia/Società minerarie estere e miniere d'oro dell'Alessandrino/Coltivazione industriale delle sabbie aurifere/L'oro del Rio Secco/Le società minerali Orba e la Cava dell'oro di Portanova/In un piccolo Museo di Casalcermelli la storia dell'oro dell'Orba (Nota di Z.G. si tratta della sua ex sede originaria)/Il Museo Storico dell'Oro Italiano e l'associazione storico-naturalistica cercatori d'oro della val d'Orba/Il Museo Storico dell'Oro di Predosa.

 

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ORO, MINIERE, STORIA [G. PIPINO]ORO, MINIERE, STORIA è un libro assai "corposo" le cui oltre 500 pagine regalano (è il caso di dirlo) il risultato di colte analisi sulla situazione aurifera italiana spaziando dalle Alpi sino alla Sicilia: tutto questo sempre iniziando, come spunto informativo, da fondamenta geologiche perché naturalmente occorre partire dalle radici (o dal passato) per capire bene il contesto attuale e poter quindi agire. Descrivere in poche righe un libro così vasto non è cosa facile e per quel che mi riguarda non mi sento neanche in grado di farlo; posso però esporre le personali impressioni che ho provato sin dalla prima volta che l'ho sfogliato. Mi sono cioè subito reso conto che di avere in mano una sorta di "summa" dedicata a raccogliere in forma attenta e sistematica non solo gli innumerevoli apporti scientifici che l'autore ha dato (e continua a dare) al nostro paese, ma anche una selezione accurata delle più rilevanti risposte storiche sull'oro italiano ottenute nel tempo da altri studiosi. Il libro si sviluppa in quasi quaranta capitoli in cui i rispettivi argomenti vengono spesso contemporaneamente esposti sia secondo le conoscenze dell'autore, sia secondo secondo quelle di altri competenti: non sempre dette opinioni coincidono e questo secondo me è un modo positivo ed equilibrato di esporre le problematiche perché invita il lettore a interagire con proprie riflessioni al merito. Il tutto è inoltre arricchito da frequenti incursioni in pagine di storia che si riferiscono a indiscussi luminari quali Plinio, l'Agricola (fondamentale il suo De Re Metallica, del 1556, che rimarrà per almeno due secoli punto di assoluto riferimento sull'oro e sulla metallurgia in generis), Robilant e altri. Si parla infatti sia di passato che di presente, di Nord e di Sud, di miniere e di fiumi, di cose "nuove" e di altre già pubblicate, di oro e anche di altri minerali, di approvazioni e di disaccordi scientifici. Leggendolo si apprendono anche "curiosi" retroscena altrimenti riservati ai soli addetti ai lavori, ma soprattutto si dispone di una quantità enorme di materiale informativo per la ricerca: credo che questo libro vanti il primato, tra le pubblicazioni sull'oro ancora facilmente reperibili sul mercato, di essere quello che raccoglie in un unico volume la maggior quantità d'informazioni utili all'oggi sulla situazione aurifera italiana.

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L'ORO DEL BIELLESE E LE AURIFODINE DELLA BESSA [G. PIPINO]

Vedi foto un pochino ingrandita.

Nel 2012 è stato pubblicato un libro sull'oro della Bessa a mio avviso molto importante perché i suoi contenuti non solo spaziano generosamente sulle varie tematiche riguardanti la questione (cosa già di per sé pregevole), ma espongono l'argomento in misura decisamente approfondita quale risultato di innumerevoli ricerche sia consultando testi antichi sia con varie ricognizioni in loco da parte dell'autore. Il libro, al momento della sua uscita costa 20 Euro circa ed è in vendita presso la Libreria Giovannacci di Biella, oppure si può richiederlo al Museo (anche da qui info@oromuseo.com) che provvederà alla spedizione. NOTA. Negli approfondimenti sulla destra di questa pagina ci sono alcuni anticipi sui suoi contenuti, compreso l'indice di tutti gli argomenti che tratta.

 

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LO SFRUTTAMENTO FEI TERRAZZI AURIFERI NELLA GALLIA CISALPINA [G. PIPINO]Ecco un altro lavoro di Pipino, tra l'altro assai recente (2015): ne riporto a seguire sia l'indice dei principali argomenti trattati (in sostanza, studi sugli antichi sfruttamenti) sia la biografia sull'autore riportata sul retro di copertina.

1)Abstract: exploration of gold-bearing terraces in Cisalpine Gaul Region. 2)Autori classici (nell'antichità, nota aggiunta da z.g.) e miniere italiane. 3)I Liguri? Mai esistiti. 4)La "sovranità" delle miniere in epoca romana. 5)Aurifodine e sfruttanento dei terrazzi auriferi. 6)I ritrovamenti archeologici di Epoca Romana nell'Ovadese e bassa Val d'Orba. 7)Le aurifodine dell'Ovadese. 8)Rondinaria di Silvano d'Orba: il luogo dei canali (auriferi). 9)Liguri o galli? Sicuramente Celti: il caso dei Salassi. 10)L'oro nel fronte meridionale dell'Anfiteatro Morenico d'Ivrea e nella bassa Pianura Vercellese. Interesse storico, conseguenze geo - politiche, testimonianze archeologiche. 11)Emergenze archeologiche, vere e presunte, nelle aurifodine della Bessa. 12)La "Ruina Montium" e il principio di Pascal applicati alle aurifodine romane. 13)Victimula-San Secondo e l'invenzione degli Ictimuli (o Vittimuli). 14)L'oro del Cervo e le aurifodine di Biella. 14)Resti di aurifodine sulla sponda piemontese del Ticino in provincia di Novara. 15)Castelnovate. 16)L'aurifodina di Bombinasco nel Canton Ticino. 16)L'oro dell'Adda e l'aurifodina di Solza.

NOTE BIOGRAFICHE SULL'AUTORE (su retro copertina del medesimo libro):

Giuseppe Pipino è nato a Napoli nel 1942, da padre partenopeo e madre romagnola, e ha vissuto in varie parti d'Italia, prevalentemente a Genova e a Milano. Attualmente vive in campagna in comune di Rocca Grimalda (AL).
Già diplomato Computista Commerciale, alla fine degli anni ’6O ha avuto i primi contatti con appassionati di mineralogia, a Genova, e nella stessa città, presso il Liceo Enrico Fermi, nel 1971 ha conseguito il Diploma di Maturità Scientifica, per poter accedere all’Università.
Nel 1975 ha conseguito il Diploma di Laurea in Scienze Geologiche presso gli istituti di Geologia e di Petrografia, Mineralogia e Geochimica dell’Università di Milano, con una Tesi su "I giacimenti auriferi dei Laghi di Lavagnina nel Gruppo di Voltri orientale". In seguito ha esteso gli studi a tutto il Gruppo, prima come collaboratore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, poi come consulente della NORANDA, una delle maggiori compagnie minerarie del mondo.
Nel 1982 è stato inserito nel roster internazionale dell’ONU, quale esperto in "Geological and Geochemical Exploration", ed ha eseguito studi e ricerche sui giacimenti minerari legati alle ofioliti degli emirati arabi.
Dal 1977 al 1991 è stato Amministratore e tecnico della "TEKNOGEO Snc., Indagini Geologiche e Minerarie", e ha eseguito prospezioni minerarie in varie zone d’Italia e all’estero, in partnership con le maggiori compagnie minerarie internazionali. Si è, in particolare, occupato di prospezione e coltivazione di mineralizzazioni legate alle ofioliti e di depositi auriferi, primari e alluvionali, in varie parti del mondo.
Nel 1989 ha pubblicato le prime descrizioni, in assoluto, delle mineralizzazioni aurifere epitermali in Italia, la loro prima caratterizzazione giacimentologica e le prime ipotesi metallogeniche, mettendo fortemente in dubbio le teorie, allora dominanti, di genesi prevalentemente sin-sedimentaria dei giacimenti metalliferi, e provocando la rivalutazione delle tesi idrotermali.
Fra il 1986 e il 1987 ha evidenziato e segnalato, alla Soprintendenza Archeologica per il Piemonte, la presenza di cumuli di ciottoli residui di antiche coltivazioni dei terrazzi auriferi alluvionali (aurifodine) nelI’Ovadese, nel Canavese e nel Vercellese, prima sconosciuti, e ha poi studiato dettagliatamente quelli del Biellese e della Valle del Ticino, per i quali si avevano notizie scarse e controverse.
Dal 1980 al 1995 è stato redattore della Rivista Mineralogica Italiana e ha collaborato attivamente con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino per la compilazione dell’ "Inventario Mineralogico Piemontese". È autore di numerose pubblicazioni a carattere mineralogico, idrogeologico, giacimentologico e storico - minerario che interessano gran parte del territorio italiano.
A lui si debbono le attuali conoscenze sulla presenza dell’oro in Italia, presenza che, nonostante i trascorsi storici, agli inizi della sua carriera era misconosciuta, sottovalutata o del tutto negata, anche a livello accademico. A lui, e alle manifestazioni da lui organizzate, si deve pure lo sviluppo assunto negli ultimi anni dalla ricerca aurifera amatoriale.
Nel corso delle sue ricerche ha sempre cercato di raccogliere, ordinare e divulgare tutte le testimonianze relative ad antiche attività minerarie in Italia, in particolare alla presenza e alla raccolta dell’oro, materiali che gli avevano consentito di costituire, nel 1987, il Museo Storico dell’Oro Italiano.

 

NOTA di Z.G. Nella precedente pagina c'è un'altra biografia (ed altre "info") su questo illustre geologo, che mi sento onorato di avere in qualità di collaboratore.  

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina