Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Misure d'una volta

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

 

                                                                   A cura di Giorgio De Lorenzi

 

In questa scheda vengono riportate le più usuali misure lineari e di peso utilizzate durante i secoli XVII, XVIII, e XIX nelle nostre regioni aurifere. Per evitare confusione, sono state volutamente omesse le misure agrarie, di superficie, di capacità e di volume, ma se qualcuno ne desiderasse la visione, lo richieda e verranno inserite. E' inoltre stato temporaneamente tralasciato quasi tutto il paragrafo riguardante le monete perché il materiale consultato appariva poco chiaro e talvolta in contraddizione : ciò che segue d'altronde mostra  quanto a quei tempi la cosa fosse poco omogenea mancando all'Italia dei valori standard e quindi identici ovunque, per cui ci tengo a sottolineare che detti valori vanno qui considerati solo per farsi un'idea approssimativa valida (ma non necessariamente esatta) di ciò che c'interessa sapere.  Detto questo, si consiglia inoltre di scorrere attentamente tutte le diciture anziché fermarsi subito alla prima che sembra "giusta", perché varie voci si ripetono sovente ma con "sfumature" differenti.

 

 

Misure lineari

 

 

Trabucco Novarese o Valsesiano

m. 2,8

Piede novarese

cm. 47

Oncia novarese

cm. 3,9

Punto novarese

mm. 3,2

Trabucco Milanese

m. 2,6

Gettata milanese

m. 5,2 (2 tra)

Piede milanese

cm. 43,5

Punto milanese

mm.3

Oncia milanese

cm. 3,6

Braccio Milanese

m. 0,59

Oncia di Braccio milanese

cm. 4,9

Miglio di Braccio milanese

m. 1784

Trabucco Piemontese

m. 3

Miglio piemontese

m. 2466

Piede piemontese

cm. 51,3

Piede Manuale piemontese

m. 0,34

Oncia piemontese

cm.4,2

Punto piemontese

mm. 3,5

Tesa Piemontese

m. 1,7

Trabucco cagliaritano

m. 3,14

 

 

Pesi

 

 

Libbra piccola di Milano

kg. 0,326

Oncia di Milano

gr. 27,32

Ottavo di Milano

gr. 3,4

Denaro di Milano

gr. 1,11

Grano di Milano

gr. 0,047

Rubbo di Milano

kg. 8,169

Rubbo della Val Sesia

            kg. 9,040

Libbra di Piemonte

kg. 0,368

Rubbo di Piemonte

kg. 9,221

Libbra piccola di Valsesia

kg. 0,361

Rubbo di Valsesia

kg. 9,036

Salmata

kg. 108,440

Libbra grossa di Valsesia

kg. 0,843

Libbra nel 1° periodo dopo Cristo

Kg. 0,273

 

 

Per Oro e Argento

 

 

Marco di Milano

kg. 0,234

Ottavo di Milano

gr. 3,671

Denaro di Milano

gr. 1,223

Grano di Milano

gr. 0,599

Marco di Torino

kg. 0,245

Oncia americana per oro e argento

            gr. 31,1035

Oncia di Marco di Milano

 gr. 29,374

Oncia di Marco di Torino

 gr. 30,739

Ottavo di Torino

gr. 3,842

Denaro di Torino

gr, 1,280

Grano di Torino

 gr. 0,0533

Doppia

            gr. 6,5 circa

In questa tabella si nota che in pratica un Marco corrispondeva a 8 once, per ottenere un'oncia ci volevano 24 denari, e per un denaro servivano 24 grani.

 

 

Per Pietre Preziose

 

Carato di Milano

gr. 0,204

Carato di Torino

gr. 0,213

 

 

 

Monetazione  (E' SOLO UN ACCENNO, DEVO ANCORA PREPARARLA)

1 Lira                             =

20 soldi

1 Soldo                           =

12 Denari

3 Denari                         =

            1 Quattrino

 

 

 

La Lira Piemontese del 1747, fino alla Restaurazione, corrispondeva a gr. 4,926 di Oro. La Lira di Milano invece, fino al 1773 equivaleva a circa una Lira e mezza di Torino.

Il Franco, nel '800: 80 Franchi equivalevano a circa un'Oncia (milanese) d'oro.

 

GondoGoldvreneli (o Gondo-Goldhelvetia): alcune note in questa pagina.

 

Bergbaujeton (medaglia, gettone da miniera tedesco), note in questa pagina.

 

Clicca se vuoi vedere una scheda dedicata alle prime monete.

 

 

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti di questa pagina

 

Val d'Aosta monete

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Indicazioni stradali con Google

Puoi collaborare inviando materiale generico o resoconti di esperienze personali: le schede riporteranno il tuo nome  (vedi qualche esempio).

Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.