Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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E' un Sito sull'oro con centinaia di pagine utili alle vostre ricerche e dispone anche di Facebook per dialogare ecc. Per la Posta in generale: ho sostituito la mia precedente pagina Facebook (si può ancora consultarla, ma non più scriverci) con una nuova in formato Gruppo, la cui iscrizione è assolutamente gratis e dove potrete inserire domande o argomenti aggiungendo vostri "post", oppure rispondere e dialogare in quelli di altri già presenti.

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Gli adunamenti auriferi

 

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

Sezioni principali di questo Sito:

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Collaboratori e corrispondenti

Si tratta di 7 pagine realizzate dopo che ho ricevuto un eccellente "studio pratico" (amatoriale) sulla ricerca dell'oro, preparato dai collaboratori Marco Abbondanza, Enrico Bilancioni, Mauro Tagliavini. Mi è stato gentilmente inviato dagli stessi autori: in alcuni tratti vi ho intervenuto personalmente per adeguarlo al Sito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“LA FEBBRE DELL’ORO”

 

Pratiche di ricerca e raccolta oro alluvionale,

“come cercarlo e come trovarlo”.

 

 

Gli adunamenti auriferi ove si concentra l'oro.

Si dovrà in primo luogo trovare sul fiume l’adunamento aurifero (luogo di deposizione) e questo avviene dove la corrente diventa meno forte. Nella fig. 1D viene indicato il punto dove la corrente è più violenta ed erode il punto “A”, poi la stessa si sposta in “C” perdendo forza depositando in “B” i detriti e minerali più pesanti creando una secca. Tali secche si formano in prossimità di anse più o meno accentuate del fiume stesso ( per trovarle ci si può aiutare anche esplorando il fiume da satellite o da foto aerea) e sono costituite da ammassi di rocce, sabbie e minerali pesanti/leggeri.

In generale le punte sono localizzate alle estremità delle secche, hanno forma di triangolo il cui vertice è rivolto verso monte. Nelle punte si dovrà controllare la parte a valle dei pesanti massi perché dietro questi si formano dei “coni d’ombra” (vedi figura 2D) ricchi di minerali pesanti e l’oro sarà presente insieme a questi.

 

I minerali ferrosi presenti nelle punte indicano la presenza di minerali pesanti, saranno riconoscibili per il loro colore grigio/nero e avvicinandosi con una calamita che servirà da spia, ne saranno attratti.

 

Interessante notare che più ci si allontana dal vertice della punta e più il materiale si rimpicciolisce e schiarisce ad evidenziare i materiali più leggeri (miche, oppure calcari ecc.) e quindi la sterilità di tale area. Normalmente si consiglia di cercare l’oro nel vertice della punta, chiamato“cresta” dove la concentrazione dei materiali pesanti è massima e con una profondità di circa 10- 20 cm .

La nostra esperienza ci ha mostrato che, all'interno della punta, l'oro non si distribuisce in modo uniforme, ma a bande ortogonali alla punta stessa, dalla riva fino ad arrivare all’argine.

   

Esistono però delle eccezioni a queste regole dovute soprattutto al frequente imbrigliamento del corso d’acqua che modificano tali principi.

Nella ricerca si considerino anche le punte molto antiche del fiume (paleo punte), spesso anche parecchio distanti dall'alveo attuale e nascoste dalla vegetazione e dagli alberi.

1D  Fiume con anse e “punte” 

2D  Masso sulla riva con “cono d’ombra”  

(disegno Dario Abbondanza) 

(disegno Dario Abbondanza)  

   

 

I periodi di ricerca.

Subito dopo le piene è il periodo migliore in quanto il fiume si è rinnovato dal rimescolamento delle acque sugli strati auriferi e sullo stesso alveo e paleo-alveo.

Per le Alpi, come stagione, l’autunno insieme a fine primavera/estate rappresentano le stagioni migliori per la presenza di volume d’acqua non eccessivo presente sul letto del fiume. Altrimenti l’eccesso d’acqua impedirebbe sia l’individuazione delle secche (quindi delle punte), sia il guado agevole con stivali alla ricerca delle stesse, sia la lavorazione con piatto di lavaggio e altri strumenti. Per gli Appennini, a causa della minor copiosità d’acqua durante l’estate (corrente meno forte), si potrebbe avere qualche difficoltà nei torrenti minori per il lavaggio delle sabbie aurifere coi consueti metodi (uso della canaletta) più avanti riportati. Sono da considerarsi a parte le difficoltà climatiche.

 

Gli strumenti di ricerca.

Uso del piatto sul t. Gorzente a Lerma (AL) 26-04-2008. 

Esami preliminari sul t. Gorzente per saggiare con la Batea la validità di una Punta.

 

L’equipaggiamento completo è costituito da :

-La batea o piatto canavesano o vercellese per la separazione e l’analisi immediata delle sabbie o per l’analisi del concentrato più avanti spiegato (noi usiamo maggiormente a tale scopo un sottovaso  verde da 20 cm di diametro, da un’idea dell’amico cercatore Mauro Tagliavini);

-La canaletta canavesana o quella vercellese (dette anche"scaletta o sluice" , da noi ostruite di tipo vercellese e usate di tre dimensioni diverse per i diversi tipi di torrenti che come da foto qui a lato verrà infine travasato per la finitura ultima con Batea;

-secchi o secchielli per il trasporto di materiale scavato;

-pala;

-zappa;

-piccone e piccozza;

-setaccio (personalmente usato uno scolapasta con diametro fori da 6-8mm);

-paletta per raccogliere più finemente lo scavato;

-stivali;

-guanti da lavoro;

-sacca contenente provette campione, pinzette d’acciaio a punta sottile, calamita, lenti e oculari, spatoline, contenitori plastici per eventuale raccolta materiale concentrato ecc.;

-una bottiglia di plastica per lavare il concentrato dallo sluice;

-un bastoncino di legno per far defluire le particelle di sabbia o materiale sterili dagli scalini delle sluice;

-un registro dove vengono annotati tutti i prelievi.

 

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Indicazioni stradali con Google

Puoi collaborare inviando materiale generico o resoconti di esperienze personali: le schede riporteranno il tuo nome  (vedi qualche esempio).

Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.